Il Tirreno

Versilia

»Le guardie giurate? Sottopagate e sempre a rischio della vita»

Le indagini dopo il colpo
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Le indagini dopo il colpo

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 LUCCA. «Da mesi si è aperta una diatriba con gli istituti di vigilanza per la sicurezza di questi operatori, si parla di inviare in servizio pattuglie con una sola guardia e queste sono le spiacevoli conseguenze. Siamo vicini al dipendente dell'istituto di vigilanza, e stigmatizziamo il comportamento delle aziende di vigilanza e delle autorità che senza tenere di conto della sicurezza delle guardie, stanno lavorando per cancellare 16 anni di lavoro dei sindacati per dare a questi dipendenti un livello accettabile di sicurezza nello svolgere la loro attività». È quanto affermano Umberto Marchi (Filcams Cgil), Giampiero Guidi (Fisascat Cisl) e Giovanni Sgrò (Uiltucs Uil provinciali).  «La guardia giurata - continuano - ha reagito all'assalto di una banda di rapinatori, andando a sfociare in un tragico epilogo. Le autorità locali devono trovare soluzioni per garantire la sicurezza a questi operatori sottopagati, che rischiano ogni giorno la vita svolgendo servizi pericolosi come il trasporto di denaro a banche e poste».  «Oltretutto - continuano i sindacalisi - i servizi per le poste un tempo erano affidati alla polizia di Stato che scortava i portavalori con pattuglie composte da tre uomini, furgoni blindati; oggi gli stessi servizi vengono svolti da guardie giurate sole e con auto non blindate». Marchi, Sgrò e Guidi ribadiscono la propria solidarietà alla guardia giurata. E concludono affermando che «dobbiamo riuscire a trovare le giuste soluzioni aprendo tavoli concertativi con i titolari degli istituti di vigilanza e con il questore, in modo da individuare soluzioni valide e definitive per non abusare dei profitti economici a scapito della sicurezza dei lavoratori».

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