Sicurezza
Lavoro. «Lazienda temporeggia e non rispetta una sentenza della Corte Costituzionale»
Salt, precari sul piede di guerra
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Un casello della Salt «Assunzione a tempo indeterminato o proteste eclatanti»
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VIAREGGIO. I lavoratori precari della Salt sul piede di guerra. Dopo un'assemblea unitaria a Sarzana, chiedono a gran voce un accordo che permetta l'inserimento a tempo pieno e indeterminato nell'azienda, appellandosi a una sentenza della Corte Costituzionale. «Altrimenti - minacciano - metteremo in campo azioni spettacolari per chiedere il rispetto dei nostri diritti». La protesta. «La sentenza della Corte Costituzionale n. 214 del 14 luglio 2009 - affermano i lavoratori - permette ai lavoratori stagionali assunti negli anni passati con contratti che risultano irregolari (alla luce di tale sentenza) di rivendicare un posto di lavoro a tempo indeterminato; ciò ha acceso in noi la speranza di un rapido superamento della nostra situazione di lavoratori usa e getta. Le cause avviate alla fine del 2009 per rivendicare un posto a tempo pieno, dopo anni di precarietà, non sembrano venire a conclusione». «Le organizzazioni sindacali si sono prese l'impegno di cercare un accordo transattivi con la Salt, che permetta di regolare l'accesso a tempo pieno indeterminato all'interno dell'organico aziendale. Purtroppo, dopo quasi un anno di trattative,i sindacati continuano a dirci che l'azienda presenta programmi di ristrutturazione dei vari settori che prevedono cali di occupazione, tentando di temporeggiare in ogni modo, per sfuggire ad un confronto serio volto a trovare soluzioni per tutti i ricorrenti». «Voci di corridoio - insistono - dicono che la Salt è in attesa dell'approvazione, da parte del Parlamento italiano, di un collegato alla legge finanziaria che consenta l'aggiramento, di fatto, della sentenza Costituzionale citata. Sarebbe un'ironia del destino se, con il Governo ormai agli sgoccioli, con le maggiori forze politiche dilaniate da divisioni interne apparentemente inconciliabili, la lobby autostradale presente in Parlamento riuscisse a fare questo ulteriore regalo ai concessionari privati». «Tale lobby ha già ampiamente operato in passato: per la proroga delle concessioni autostradali senza effettuare le gare per l'assegnazione;per garantire gli annuali ritocchi dei pedaggi; per aver fatto accettare la "terza corsia dinamica" in sostituzione della terza corsia vera,a fronte della quale è stata rinnovata la concessione Salt».
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