Muore schiacciato da una lastra di marmo
Claudio Vecoli
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LA VITTIMA. Leonello Amadei La vittima è uno dei soci della Pav di Vallecchia. Al lavoro con lui c'era anche il figlio
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VALLECCHIA. Stava spostando con una ventosa una lastra di marmo nel piazzale della ditta di cui è uno dei titolari. Ma la pioggia caduta al mattino ha fatto da involontario «effetto collante» fra più lastre dello stesso fastello. E così, nel tentativo di spostare la prima, le altre lastre si sono scostate, precipitando addosso a Leonello Amadei, sessantuno anni ancora da compiere, schiacciandolo all'altezza del torace senza lasciargli scampo. Malgrado il disperato tentativo di salvarlo, l'uomo - sposato e padre di due figli - è morto subito dopo essere entrato al pronto soccorso dell'ospedale «Versilia». L'incidente mortale è avvenuto ieri mattina poco prima delle 11 all'interno del piazzale della Pav di via Pescarella a Vallecchia, una ditta di lavorazione del marmo specializzato nella realizzazione di pianali per cucine. Secondo quanto ricostruito dai tecnici della medicina del lavoro dell'Asl Versilia, Leonello Amadei stava lavorando con una gru a ventosa utilizzata proprio per spostare le lastre di marmo. Una manovra piuttosto comune, che l'uomo ha eseguito centinaia e centinaia di volte. Titolare della ditta Pav (nome mutuato dall'acronimo dei cognomi dei tre fondatori dell'azienda - Pellegrini, Amadei e Viti - e nel frattempo passata di proprietà a Leonello Amadei e Roberto Boccelli), la vittima era infatti persona estremamente esperta e scrupolosa sul posto di lavoro. Ieri, però, la pioggia caduta al mattino ha creato una sorta di pellicola di acqua che ha fatto da collante fra le varie lastre dello stesso fastello. E così, quando l'artigiano ha cercato di spostare la prima con la ventosa, si è trascinato dietro gran parte delle altre. Ed è rimasto schiacciato all'altezza del torace. Il tonfo sordo delle lastre cadute (una delle quali andata in frantumi) ha immediatamente richiamato l'attenzione di tutti coloro che si trovavano all'interno della ditta. E, fra questi, anche di Alessandro, il figlio maggiore che lavora a sua volta nella azienda di famiglia. Tutti si sono precipitati sul piazzale per comprendere cosa fosse accaduto. E quando hanno trovato Leonello Amadei schiacciato sotto la lastra di marmo hanno capito che le sue condizioni erano estremamente gravi. Nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivate a sirene spiegate sia l'automedica del 118 che l'ambulanza della Croce Bianca di Querceta. Medici e volontari dell'associazione hanno tentato di rianimare l'uomo durante il tragitto dalla ditta di via Pescarella al pronto soccorso del «Versilia». Ma pochi istanti dopo essere entrato in ospedale, il suo cuore ha cessato di battere. Sull'incidente i tecnici della prevenzione sul lavoro dell'Asl Versilia hanno immediatamente aperto una inchiesta. Ed hanno effettuato un sopralluogo all'interno dell'azienda per ricostruire il più dettagliatamente possibile quanto accaduto. Una ricostruzione resa però difficoltosa a causa dell'assenza di testimoni diretti. E a titolo cautelativo, è stato anche disposto il sequestro dell'area in cui stava lavorando Leonello Amadei. La notizia dell'ennesimo incidente mortale sul lavoro si è presto diffusa in tutta la Versilia, dove la vittima era conosciuta soprattutto negli ambienti della lavorazione del marmo. Sposato con Angela Bazzichi, cinquantatré anni, Leonello Amadei lascia due figli che vivevano con lui nella casa di famiglia in via Dalla Piccola a Forte dei Marmi: Alessandro, 34 anni, che affiancava il padre alla Pav, e Marco, 28 anni, che invece lavora alla videoteca Videovip di Querceta. Questo pomeriggio, intanto, è fissato l'ultimo saluto a Leonello Amadei. Originario di Basati (dove aveva mantenuto molti rapporti di amicizia), qui alle 15 è infatti prevista una commemorazione pubblica nella sede della Pubblica assistenza del paese prima della cremazione.
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