La manifestazione
Escavo, fermo il nuovo intervento
Donatella Francesconi
Previsto per il primo ottobre slitta per non sforare il patto di stabilità
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VIAREGGIO. Escavo straordinario, sul limitare della stagione balenare in dirittura d'arrivo, poi l'intervento da un milione di euro. A partire dal primo ottobre. Fin qui gli annunci ufficiali. Perché ottobre è arrivato, ma l'escavo assegnato previa gara alla ditta "Ingegnere Carlo Broetto" di Padova, non è iniziato. Il contratto con l'amministrazione comunale non è firmato, tanto che l'ingegnere veneto interpellato al telefono, mediante la sua segretaria ci fa dire di «non sapere niente di definitivo», invitandoci a «richiamare tra una quindicina di giorni». Analogo esito da la verifica con la Capitaneria di porto, oggi guidata dal comandante Pasquale Vitiello: non è arrivata alla guardia costiera alcun avviso di draga in avvicinamento al nostro porto, né si sa se l'azienda padovana opererà in proprio, mezzi compresi, o si appoggerà alla draga già a Viareggio. Quella della "Dragaggi Srl" di Venezia, che ha lavorato a primavera sulla barra sabbiosa (in associazione d'impresa con la "Sasit" di Del Pistoia) e poi è stata utilizzata per l'urgenza di settembre. Per ottenere il quale si è battuto l'ex comandante della Capitaneria, Fabrizo Ratto Vaquer, che ha trovato ascolto negli uffici della Regione. Cosa è accaduto lo spiega Riccardo Raffaelli, dirigente del settore lavori pubblici: «Ho provveduto a sollecitare i tempi di definizione del contratto. Ma, anche se il finanziamento dell'escavo è regionale, tutti i pagamenti che il Comune effettua vanno nel conto del Patto di stabilità. Pensate che, per lo stesso motivo, chi ha lavorato all'escavo dello scorso inverno non ha ancora riscosso un euro». E non solo: «Per ogni affidamento lavori - continua il dirigente - è oggi necessario avere pronto un cronoprogramma con le scadenze dei pagamenti mentre le opere appaltate avanzano. Questo vale per qualsiasi pagamento l'Ente disponga. E la ragioneria deve essere in possesso dello scadenziario al momento di autorizzare la spesa». Il risultato è sotto gli occhi di tutti: decine di aziende che, in tutta Italia, stanno fallendo perché non riescono ad incassare il dovuto per le opere appaltate con denaro pubblico. Nell'attesa che la burocrazia faccia il proprio corso, però, è in fase di completamento l'intervento di escavo in avamporto. Mentre ci sono ancora 500mila euro che possono essere utilizzati, derivanti dal ribasso d'asta del bando invernale. La Capitaneria giudica soddisfacente i risultati ottenuti, pur essendo ancora nella fase di analisi dei dati raccolti: «Pensiamo si possa arrivare ad affiancare alla manovra consueta che porta le imbarcazioni a virare in direzione piazza Mazzini - spiega il comandante - una manovra alternativa. Stiamo definendo l'analisi delle carte e presto diremo la nostra». Nell'attesa c'è l'altra faccia dell'escavo: quella della sabbia prelevata che va ricollocata. Al momento i mucchi fanno bella mostra sulla spiaggia a ridosso del Triangolino. Ma prima o poi la sabbia dovrà trovare collocazione là dove la costa si fa più breve e la spiaggia ha bisogno di un lifting rimpolpante: «Dovrà essere analizzata - spiega l'ingegnere Raffaelli - anche se so che in parte questo lavoro è già stato fatto». Dopo il via libera definitivo, la sabbia tornerà in mare nei due tratti a lato di piazza Mazzini. La sensazione è quella del classico secchiello con il quale svuotare il mare. Da una parte gli ostacoli burocratico-amministrativi, dall'altra la Regione che "tuona" per arrivare al più presto ad una Autorità portuale per tutta la Toscana. Autorità che, però, rischia - sul fronte dei finanziamenti - di avere le mani legate esattamente come gli altri enti pubblci.
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