Gioco
Compagnie in guerra per avere gli spazi del teatro Jenco
◗
CHI È DI SCENA. Bobo Pasquinucci (a destra) sul palco dello Jenco 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Sei personaggi in cerca di...spazi teatrali. Prendendo spunto da Pirandello potrebbe essere questo il titolo del braccio di ferro in corso sul teatro Jenco. Da una parte i gruppi teatrali che vi fanno scuola e altre attività, dall'altra quelli che spingono per entrare rivendicando un diritto legittimo e uguale per tutti. Come spiega Bobo Pasquinucci del gruppo "la Torre" che, affiancato da Antonio Meccheri, doveva incontrare oggi l'assessore Ciro Costagliola. «L'appuntamento è stato spostato», annuncia Pasquinucci, «ma spero che con l'assessore ci vedremo quanto prima». All'interno del teatro in Darsena operano, con i propri allievi e attori, Andrea Moretti, Rebecca Palagi, l'Arci, e Federico Barsanti. Loro, dentro. E gli altri, fuori, che puntano a dividere lo spazio pubblico che ha costi esigui rispetto ad una struttura privata. «Da trent'anni - spiega Pasquinucci - cerchiamo un "buco" da poter utilizzare come magazzini. Abbiamo perso tante scenografie storiche del teatro viareggino e dei suoi grandi nomi perché non sapevamo dove metterle». La contestazione a chi si è aggiudicato un pacchetto di ore da spendere nella struttura pubblica, è anche quella relativa ai costi delle lezioni. Anche se il Comune ha sempre garantito una funzione sociale di questi corsi che hanno accolto disabili e ragazzi di famiglie disagiate. La polemica "Jenco sì, Jenco no" ha attraversato siti e Facebook per tutta l'estate. L'ipotesi ventilata dagli uffici comunali è che la struttura possa essere messa a bando, definendo i criteri necessari all'utilizzo. Tenendo conto che lo spazio per le rappresentazioni è già aperto alle compagnie che ne facciano richiesta dimostrando di non avere fini di lucro nella propria azione. Resta il problema degli spazi a disposizione per fare cultura in città. Lo storico spazio del teatro di via Zara sembra definitivamente morto, nonostante abbia visto più di una stagione estiva di successo. Ed il teatrino costruito al Forcone non è mai stato neppure inaugurato, mentre lo spazio all'aperto adiacente alla circoscrizione Viareggio Nuova non ha mai visto nessuno calcare il palcoscenico. Tutto denaro pubblico gettato al vento. Nel chiedere i finanziamenti pubblici della Regione (Piuss) l'amministrazione Lunardini aveva indicato anche una cifra destinata al restauro e al risanamento di parte del teatro Eden. Nel decreto della Regione si legge che il finanziamento non è ammissibile «per mancanza dei requisiti di funzionalità, in quanto il Comune non ha acquisito la proprietà né la disponibilità cinquantennale del teatro». Disponibilità cinquantennale che non sarebbe costata al Comune più di 300mila euro l'anno, in parte recuperabili grazie al risparmio su affitto del Politeama e altre sale per eventi vari. La partita Eden, per 300mila euro l'anno, è andata persa. Con il rischio reale che "un sogno così non ritorni mai più".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
