Sicurezza
Il grande nemico. Non solo in Regione le lentezze burocratiche: sul tema cè un disegno di legge in Parlamento
Registro dei tumori, manca il regolamento
Matteo Tuccini
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ELETTRONICO. Un utente consulta un archivio Riguarda i dati dei malati ed è essenziale per partire, ma non è ancora stato scritto
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VIAREGGIO. Il regolamento che dovrebbe dare il via alla creazione del Registro tumori della Toscana non esiste ancora. C'è una bozza, che però non è stata inviata al Garante della Privacy. A chiarirlo sono gli stessi medici degli istituti oncologici regionali Itt e Ispo. Si tratta di un testo fondamentale, senza cui l'archivio telematico aggiornato con tutte le diagnosi, i percorsi di cura e gli eventuali decessi dei malati di tumore non potrà mai nascere. Perché quel regolamento dovrebbe dare le indicazioni sul trattamento dei dati dei malati, naturalmente sensibili. Insomma: in Versilia, dove l'incidenza per mortalità da tumore è la più alta della Toscana, uno strumento come il Registro tumori continua a mancare. Burocrazia. Eppure sulla questione sta lavorando anche un gruppo di lavoro interregionale, costituito nel 2002, a cui partecipano anche funzionari del Garante della Privacy. E che però - parola dell'Istituto tumori - dopo 8 anni «attualmente si sta occupando dell'aggiornamento dello schema tipo di regolamento». Tutto questo, si badi bene, a due anni dall'approvazione della legge regionale 60 del 2008, che riguarda appunto la creazione del registro telematico. La Regione, è vero, ha la sua parte di responsabilità. Ma si muove in un quadro difficilissimo. La questione per il trattamento dei dati personali nei registri di patologia è finita nel calderone di Roma, in un disegno di legge - prima del Parlamento e poi del Governo - che come ogni altro provvedimento statale sconta una lentezza elefantiaca nell'approvazione. Da questo punto di vista, Firenze si trova in mezzo al guado: rischia di approvare un regolamento sull'uso dei dati personali che poi potrebbe venir smentito da una legge statale. Messa così, c'è poco da aggiungere: il Registro tumori è letteralmente finito in una palude. Da cui solo una forzatura della Regione stessa, per mano del presidente Enrico Rossi, può sbloccarla. In crisi. Secondo i medici dell'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologico, tra l'altro, in Italia i Registri tumori sono in crisi profonda. Perché non ricevono dalla Regioni i dati che servono per aggiornarli, in base a quanto prescrive il Codice per il trattamento dei dati, che prevede l'autorizzazione dell'interessato.
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