Il Tirreno

Versilia

Pioggia di cartelle esattoriali

Luca Basile
Pioggia di cartelle esattoriali

La mannaia del controllo dell’ufficio tributi comunale finisce, come ogni anno a dire il vero, sul capo dei contribuenti “disattenti”, cittadini che non hanno pagato quanto dovuto alle scadenze previste e che, per motivi di vario genere, hanno ignorato i successivi solleciti arrivati dal palazzo

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1.460 ingiunzioni di pagamento, 70 avvisi di fermo amministrativo, 600 mila euro di importi, non versati, da recuperare. Il pietrasantino, in difetto di pagamento della tassa sui rifiuti, ed in misura minore dell’Ici, farà, dunque, bene a dare un doppio sguardo, in questi giorni, alla cassetta postale; stanno, infatti, arrivando cartelle, relative agli anni dal 2004 al 2009, per tasse evase.

La mannaia del controllo dell’ufficio tributi comunale finisce, come ogni anno a dire il vero, sul capo dei contribuenti “disattenti”, cittadini che non hanno pagato quanto dovuto alle scadenze previste e che, per motivi di vario genere, hanno ignorato i successivi solleciti arrivati dal palazzo. Sono 1.460, come noto, le cartelle emesse nelle ultime settimane; questo non significa che sono indirizzate a 1.460 diversi cittadini, perché più ingiunzioni potrebbero anche riguardare la stessa persona.

«Quello che stiamo portando avanti fa parte di un ordinario controllo amministrativo; là dove le tasse sono state evase ci muoviamo per recuperare il denaro dovuto. E’ bene ricordare, che le tasse servono per erogare servizi alla comunità e, quindi, ogni carenza in tal senso, si ripercuote sul servizio pubblico», premette l’assessore al bilancio, Daniela Ferrieri, che poi entra nel dettaglio.

«L’ingiunzione è solo l’ultimo passo di un iter, che si innesca con un normale avviso di pagamento (la “bolletta”, ndr), che non tutti, però, liquidano alla scadenza. A questo punto, si passa alla notifica vera e proprio, senza alcun tipo di interesse aggiuntivo. Se anche questo richiamo viene ignorato, dopo un anno, ecco arrivare l’ingiunzione di pagamento che, questo sì, include anche una quota di interessi». Con postilla finale: il fermo amministrativo. «Perdurando la mancanza di pagamento - spiega Ferrieri - per legge si ricorre al fermo del mezzo, che sia auto, motore o altro. In questo contesto ne sono stati inviati circa 70, ma molti di questi non hanno avuto poi effettivo seguito, perché l’utente ha liquidato quanto richiesto». Anche, perché il fermo in questione impone al cittadino di versare ulteriori 600 euro. Come a dire, meglio pagare alle scadenze fissate, evitando così di attendere con apprensione il transito, a domicilio, del postino.

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