Il Tirreno

Versilia

Il confronto cantieri-Demanio

Donatella Francesconi
Due immagini del Polo nautico nato dove c’era l’ex cantiere Sec
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Due immagini del Polo nautico nato dove c’era l’ex cantiere Sec

«L'Agenzia ci dica se e come possiamo frazionare»

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 VIAREGGIO. Era il 9 giugno scorso e gli avvocati Righi, Baldini e Frati incontravano a Livorno l'Agenzia del demanio. Sul tavolo, la richiesta di frazionamento della concessione di Polo Nautico. Una pratica che l'Agenzia «sta istruendo», informa Riccardo Cima per il consorzio.  «Per l'Agenzia del demanio - continua Cima - non ci sono problemi giuridici ostativi all'applicazione dell'articolo 46 del Codice della navigazione». Insomma, il confronto è tutto aperto. E, sembra di capire, non coinvolge il Comune. Il cui ufficio demanio, però, a giugno bloccò la domanda presentata da Polo Nautico avvertendo che c'è il rischio concreto di una revoca della concessione in quanto era stata verificata una situazione di non regolarità da parte di "Overmarine 2". In realtà, però, la discussione tra i legali del consorzio nautico e l'Agenzia del demanio toccava un altro aspetto: «La durata di trentacinque anni per la concessione in uso al Polo - spiega ancora Riccardo Cima - è stata calcolata in base alla misura dell'area e a quella dell'investimento fatto. Noi crediamo che tale debba rimanere: il frazionamento, infatti, può avvenire mantenendo le proporzioni calcolate allora».  A questo punto è il rapporto con l'Agenzia del demanio: «Che ora dovrà dirci - prosegue Riccardo Cima - se c'è o meno il via libera al frazionamento e se la durata potrà essere identica, per le singole imprese concessionarie, oppure minore. Quello che l'Agenzia non può fare è tenere ferma la pratica». Anche se, poi, ci sono le scelte politiche...«Come quelle della delibera del 2002 che impone i vincoli da rispettare per dare vita all'esperienza del Polo Nautico. Ma con una delibera di consiglio comunale non si può modificare il codice della navigazione». Una considerazione - la sottolineatura è d'obbligo - che nessuno degli imprenditori coinvolti nell'operazione all'epoca si sentì di fare. Tanto che quella delibera di consiglio comunale non è mai stata impugnata. «Personalmente - conclude Cima - ritengono sia stato un errore».  Al centro della vicenda frazionamento, infine, due elementi forti che si intravedono nelle posizioni del consorzio. Il primo è la necessità, in tempi di incertezza, di avere mano più libera rispetto ai vincoli posti. Dall'altra, il rifiuto di un'esigenza che i sindacati da due anni a questa parte chiedono con forza: un contratto d'area per l'intero distretto della nautica viareggina.

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