Il Tirreno

Versilia

Gas, fusione con Toscana energia

 M.P.
Adolfo Del Soldato
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Adolfo Del Soldato

Il Comune: «Non venderemo quote, useremo gli utili»

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 MASSAROSA. La fusione tra Sermas Gas e Toscana Energia è partita. Il consiglio comunale, a maggioranza (l'opposizione è uscita al momento del voto), ha approvato la fusione di una delle due società comunali (l'altra è Sermas Servizi).  Entro un paio di mesi la decisione sarà registrata con un atto notarile. Cosa cambia in concreto? Prima di tutto, che Massarosa potrà avvalersi della più grande Toscana Energia per alcuni sui importanti progetti. Tra tutti, la metanizzazione della collina e di alcune zone di Piano di Mommio e Stiava. Ma anche i progetti legati al fotovoltaico e alla gestione del "calore" negli edifici pubblici (scuole, piscina), le cui spese potrebbero essere "anticipate" da Toscana Energia.  La nuova società, inoltre, assorbirà tre dipendenti di Sermas (gli altri due rimangono in Sermas Servizi) e aprirà un suo sportello per gli utenti, nel territorio.  La Sermas Gas è stata valutata circa 5 milioni e mezzo di euro. Il che vuol dire, che all'interno di Toscana Energia avrà una quota azionaria di poco meno del 1,6%. Azioni, che il Comune non ha alcuna intenzione di vendere, almeno per il momento. «Come circa un altro centinaio di Comuni - spiega il vicesindaco Afolfo Del Soldato - abbiamo deciso di restare azionisti. Il che vuol dire, che ogni anno ci verranno versati i dividendi, pari a circa 180-200 mila euro l'anno».  Da non sottovalutare poi, anche il diritto acquisito dal Comune di avere un proprio rappresentante nel Cda dell'azienda (in tutto sono nove).  «Una grande opportunità che abbiamo colto - commenta il sindaco Franco Mungai - Il Comune è azionista di una Spa pubblico-privata, che ha i requisiti tecnici e finanziari per partecipare, alla pari di altri colossi nazionali, alle procedure di gara».

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