Il Tirreno

Versilia

Il caso. La richiesta al Consorzio: revochi la decisione di messa in liquidazione

«All'asta il Polo nautico»

Donatella Francesconi
«All'asta il Polo nautico»

Il sindaco: se frazionate, aree a bando come da direttive europee

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 VIAREGGIO. C'è l'asta nel futuro del Polo Nautico. È lo scenario disegnato dal sindaco Lunardini e dall'assessore al porto, Antonio Cima: «Qualora si giungesse alla divisione dell'attuale concessione potrebbe scattare l'obbligatorietà a mettere a gara tutte le nuove concessioni prodotte dall'eventuale frazionamento. Con le ovvie conseguenze negative sulle stesse società che avevano auspicato questo frazionamento».  Già, perché dal 2002 (data di nascita di Polo Nautico) ad oggi dall'Europa è arrivata la direttiva più odiata: quella Bolkestein che impone bandi, e bandi di tipo comunitario, per le concessioni demaniali. Come per gli stabilimenti balneari, anche per i cantieri della grande nautica viareggina - al momento di riassegnare le aree - potrebbero così affacciarsi all'orizzonte ben altri "appetiti" rispetto allo scenario attuale.  A due giorni dall'annuncio della volontà di Polo Nautico di procedere alla liquidazione del Consorzio nel caso di un'impossibilità ad avere accolta la richiesta di frammentazione delle concessioni, Lunardini ed il suo assessore - annunciando l'intenzio di chiedere, con la massima urgenza, un incontro con l'azienda - rendono noto che «l'amministrazione comunale conferma il proprio sconcerto per le notizie relative alla recente deliberazione di Polo Nautico».  Se al rischio della gara, come da direttiva europea - si legge nella nota diffusa - «aggiungiamo la verifica del rispetto degli accordi del 2002, le oggettive difficoltà del mercato con la conseguente cassaintegrazione per decine di famiglie, l'impegno delle pubbliche amministrazioni a sostenere l'attività portuale, ci sembra assolutamente sensato - sottolineano Lunardini e Cima - un richiamo alla responsabilità da parte di tutti».  L'invito rivolto a Polo Nautico è quello a «tornare sulla propria decisione e a dare disponibilità a mettersi ad un tavolo dove le istituzioni, i dipendenti, le istituzioni, gli imprenditori, elaborino una comune visione strategica. Che garantisca, nella massima chiarezza reciproca e nell'assoluto rispetto delle regole e dei ruoli, il sostegno alle imprese e la conseguente difesa dei posti di lavoro».  La Provincia. Posizione identica a quella della Provincia. Che, per bocca dell'assessore Francesco Bambini, invita «a mettersi intorno ad un tavolo per trovare una soluzione condivisa che dia le giuste garanzie ai lavoratori e le necessarie certezze alle imprese.  Il Polo nautico. Dal canto suo, il Consorzio sottolinea ancora una volta l'invio, il 23 luglio scorso, di una comunicazione ai presidenti di Regione e Provincia, al sindaco e al Prefetto, contenente la richiesta di chiudere la trattativa sul frazionamento alla luce delle decisioni rese note solo oggi, ma già prese a giugno. Lettera che ebbe un solo esito, ricorda Riccardo Cima, in rappresentanza di Polo Nautico: «Incontrammo Comune e Provincia con i rispettivi assessori Cima e Pedreschi. Dagli altri enti, invece, neppure una risposta».  

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