Gioco
«Quelle maestre super che hanno cambiato la vita di nostra figlia»
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MAESTRE. Insegnanti in un nido Gaia, 3 anni, è affetta da una malattia rara: il commosso omaggio dei genitori a chi le ha insegnato a mangiare e parlare
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MASSAROSA. Bussare alle porte e sentirsi rispondere con sbuffate e alzate di spalle, come se una bimba fosse un fastidio. Poi trovare la persona giusta, «perché la scuola - dice Katia - è fatta di persone: sono loro che fanno la differenza». E per la piccola Gaia, 3 anni, affetta da una malattia rarissima, la differenza è stata fatta: in un anno ha imparato a parlare e a mangiare, ovviamente nei modi e nei tempi suoi. E ora i suoi genitori sentono di dover qualcosa alle "tate" del suo nido. Si chiamano Irene, Petra, Stefania, Antonella e Elisabetta: sono le insegnanti dell'asilo Girotondo di Piano di Mommio, dove la bambina è stata iscritta dopo che i suoi genitori avevano girato - senza successo - molte scuole della zona. A loro, e non solo a loro, la famiglia di Gaia si rivolge - tramite il nostro giornale - per dire grazie. Perché è bello vedere che qualcuno ci crede come ci credi te. «Le nostre peripezie». La malattia di Gaia non ha ancora un nome. Quello che i suoi genitori sanno è che ha una delezione cromosomica dalla nascita, che le crea problemi nello sviluppo psicomotorio. Le funzioni primarie come mangiare, soprattutto deglutire, e parlare diventano montagne da scalare. «Abbiamo girato numerosi istituti nel settembre 2009 - racconta Katia, la mamma di Gaia - ma solo al Girotondo abbiamo trovato quello che cercavamo. E cioè maestre che, invece di sbuffare, trovavano strepitosa l'idea di accogliere nostra figlia. La vedevano come un arricchimento, e non come un problema». A partire da Sonia Ridolfi, presidente della cooperativa che gestisce il nido per conto del Comune, tutte le maestre mostrano da subito grande sensibilità. Una cosa che parrebbe normale, ma che - secondo quanto racconta Katia - nel loro caso diventa la dimostrazione palese di come si possa fare bene il proprio lavoro. Concependolo come una missione, e non come un fardello. E la loro capacità viene assorbita da Gaia, che in un anno compie progressi inaspettati. Tanto da sorprendere i suoi stessi genitori. «Chi ha un figlio disabile - dice Katia - si trova spesso a fare i conti con una scuola martoriata dai tagli. Tuttavia, sono convinta che anche a fronte di pochi mezzi chi sa fare il proprio mestiere fa la differenza. Nel caso di mia figlia, questo ha voluto dire fare dei grandi progressi». I ringraziamenti. Oltre alle maestre, la famiglia di Katia esprime un pensiero per la dottoressa Guia Amato del Comune e il dottor Luca Ceccotti, dirigente del circolo didattico del circolo Massarosa 2. E ora? Il cammino continua: Gaia andrà alla scuola materna. «Restiamo a Piano di Mommio - dice la mamma - ci siamo trovati bene... E comunque siamo sicuri che Gaia continuerà a migliorare grazie all'impegno e all'affetto di chi la segue».
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