Proteste
Test sui pezzi del treno
◗
IN MANETTE. Daniela Rombi e Andrea Maccioni (a sinistra) davanti alla Procura Il procuratore Cicala spiega le nuove indagini
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Le indagini? Sono «ad un ottimo punto». E «a breve» potrebbero essere svolti gli accertamenti ripetibili e irripetibili. Tanto che, dalla "gabbia" che conserva la cisterna forata sui binari a ridosso di via Ponchielli il 29 giugno 2009, sono scomparsi alcuni pezzi sequestrati del treno carico di Gpl. È stata la Procura? «È verosimile» ha risposto Aldo Cicala, Procuratore capo a Lucca incontrando ieri («per umanità») i familiari delle vittime. Familiari ammessi all'incontro con il Procuratore dopo l'ennesimo presidio davanti agli uffici giudiziari. "Ecco i volti dei veri colpevoli della strage del 29 giugno 2009", recita lo striscione sbucato fuori all'improvviso insieme alle manette. Andrea Maccioni, Luciana Beretti, Daniela Rombi, Claudio Menichetti, Alessandra Biancalana e tutti gli altri: al collo le foto dei loro cari, ai polsi le manette tenute alte con orgoglio. «Colpevoli di averli amati», grida nel megafono Daniela Rombi, presidente dell'associazione "Il mondo che vorrei", così tanto «da essere ancora qui». Intorno alle 10 del mattino, Aldo Cicala aveva fatto direi al "Tirreno" che non sarebbe stato in ufficio per tutto il giorno. Poco più di un'ora dopo, mentre in piazzale San Donato il sole caldo fa brillare le manette strette intorno ai polsi, gli uomini della Questura di Lucca avvertono che «è in corso una trattativa per arrivare ad un incontro tra una delegazione di familiari ed il Procuratore». Quando manca poco alle quattordici, ad appuntamento ottenuto e consumato, il Procuratore - che non ha fatto entrare nel palazzo fotografi e telecamere - dichiara ai giornalisti: «È stato un incontro sul piano umano». Concesso a condizione che le foto dei morti non varcassero il portone del Tribunale. Perché - parole di Cicala - «le manifestazioni negli uffici giudiziari non vanno bene...». Le indagini - ha spiegato il Procuratore senza fornire alcun particolare - porteranno anche a quelle misure da adottare affinché non si ripeta più un disastro simile a quello che ha lasciato Viareggio sconvolta a piangere trentadue vittime, le vite distrutte dei feriti, le macerie di un intero isolato. Alla domanda se sia vera o meno l'indiscrezione anticipata dal "Tirreno" su una stretta delle indagini a carico di Trenitalia (società che gestisce il servizio ferroviario) con numerose richieste inviate negli ultimi mesi per ottenere nominati di responsabili di vari settori con solleciti a fare presto, Cicala si è limitato a commentare: «Se sapete già tutte queste cose...». Per quanto riguarda i nomi degli indagati, il Procuratore Cicala è stato come al solito irremovibile: «Ci ha spiegato - ha detto Daniela Rombi lasciando la Procura - che saranno pubblici solo quando saranno fissati gli accertamenti irripetibili. Ma che non sarà lui a farli ai familiari delle vittime». Dal Procuratore capo - spiega Riccardo Antonini, presente al faccia a faccia per l'Assemblea 29 giugno - i familiari delle vittime «hanno ottenuto la possibilità di avere con Cicala degli incontri periodici». Un'"apertura" che non ha scaldato i cuori impietriti dal dolore: «Mi sembra di sbattere contro un muro di gomma - commenta Daniela Rombi -. Noi chiediamo cose che per noi sono essenziali e ci rispondono sempre la stessa cosa. Ho paura. Che vada a finire in una bolla di sapone. Ci dicono che a questa inchiesta stanno dando la massima attenzione, che lavorano ed esplorano. E se tutto questo non porta a nulla, che succede?». A fine anno scade la proroga delle indagini. Alla domanda su un eventuale altro slittamento, Aldo Cicala glissa: «Se sarà necessaria la chiederemo». La manifestazione è continuata, per le strade di Lucca, anche nel pomeriggio. Mentre Daniela Rombi ricorda dal megafono la figlia Emanuela, che il fuoco s'è portata via a soli 21 anni, un uomo con un carrello carico esce dalla Procura: «Io sono con voi», grida.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
