Il Tirreno

Versilia

Medaglia senza vigili del fuoco

Lettera a Napolitano: dopo la strage non pagati

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 VIAREGGIO. La medaglia d'oro al valor civile da appuntare sulla bandiera del Corpo, il primo ottobre. Riconoscimento per il lavoro coraggioso la notte della strage del 29 giugno 2009 ed i giorni successivi. Ma, illustrissimo presidente della Repubblica, i vigili del fuoco del Comando provinciale di Lucca «hanno deciso di non essere presenti» alla cerimonia.  Lo annuncia una nota dell'Unione sindacale di base, che continua: «Non ce ne voglia, signor Presidente. Quel giorno, anche se non presenti Le saremo ugualmente vicini con il cuore e orgogliosi del suo riconoscimento continueremo a prestare la nostra opera di soccorso».  I vigili del fuoco non ci saranno, spiegano i sindacati, perché troppe cose non tornano nella loro vita professionale. Il contratto di lavoro scaduto, i mancati investimenti nell'attività di soccorso alla popolazione (terremoti e alluvioni recenti, per esempio), profili professionali vecchi. Per non parlare dei mezzi in dotazione: «Per portare soccorso alla popolazione utilizziamo ancora quelli degli anni' 80 e' 90, ormai vetusti, inaffidabili ed altamente inquinanti». In questo quadro, «a nulla sono serviti gli incontri con i massimi esponenti del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. E le loro rassicurazioni non sono servite nel concreto a niente».  Anche nella nostra provincia, le cose non vanno meglio. «La caserma del Comando di Lucca - continua la nota inviata a Giorgio Napolitano - lamenta la lentezza con cui i lavori di ristrutturazione stanno procedendo; la sede operativa del Distaccamento di Viareggio è ancora ai limiti della decenza ed i lavori programmati in accordo con la Provincia, proprietaria dell'immobile, sono ancora in attesa di essere eseguiti».  Ma non solo: i nostri vigili del fuoco non sono ancora stati pagati per il lavoro prestato nei giorni della strage del 29 giugno 2009, così come in quelli dell'alluvione di fine anno.  «È anche per questo - continua la lettera - che ci rivolgiamo a Lei, illustrissimo Presidente - per pregarla di farsi portavoce delle nostre problematiche nei confronti di chi governa questo Paese. Quello che rivendichiamo sono migliori condizioni di lavoro, migliori condizioni salariali ed il mantenimento degli standard di sicurezza al più alto livello possibile per tutti i cittadini».

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