Il Tirreno

Versilia

Giulio Marlia: lo scultore sapeva che l’atto non era più valido

«Trudinger, convenzione nulla»

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 VIAREGGIO. «Trudinger sapeva che la convenzione con il Comune per la sua statua era stata annullata perché proprio lui non l'aveva firmata». A dire la sua sulla vicenda della statua dell'architetto svizzero rimossa dalla Terrazza della Repubblica.  Dopo l'appello di Trudinger, che chiamava in causa il dirigente comunale, è proprio Marlia a mettere le cose in chiaro, ripercorrendo le tappe della convenzione. «Nel febbraio 2000 Trudinger invio una bozza di convenzione. La copertura assicurativa venne prevista per un massimo di 200 milioni di lire, a fronte di un valore stimato dall'autore in un miliardo e mezzo». La convenzione, con alcune modifiche, venne approvata dalla giunta. A novembre venne mandata una copia a Trudinger, che avrebbe dovuto rimandarla indietro firmata: «Ma questa non ritornò mai», spiega Marlia.  Piuttosto, lo scultore presentò nuove richieste: un anello di protezione di rose e la garanzia per l'intero valore dell'opera. L'amministrazione, però, non aveva intenzione di coprire autonomamente la differenza di un 1 milione e 300mila euro. «Nel luglio 2000 - prosegue Marlia - la società Aon Nikols comunicò che nessuna delle assicurazioni interpellate era disponibile ad assicurare per un milione e mezzo un'opera collocata all'aperto e il cui effettivo valore non era attestato da alcuna perizia qualificata».  Alla fine, visto che Trudinger rinnovava le sue richieste, la giunta decise di annullare la convenzione: siamo nel marzo 2001. E a luglio Trudinger scrisse al sindaco chiedendo «La riattivazione della convenzione, firmata il 10 novembre 2000 dal dottor Marlia e successivamente ritirata in base a osservazioni non giustificate. Il signor Trudinger, per tanto - conclude Marlia - era al corrente che la convenzione predisposta nel 2000 era stata annullata nel marzo 2001, non essendo stata da lui firmata a seguito delle controversie che erano sorte».

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