Il Tirreno

Versilia

Mamma a 54 anni: «Ormai ci siamo»

Claudio Vecoli
E LA PANCIA CRESCE... Due belle immagini di Giovanna Ciardi col pancione: con lui il marito Bruno Paoli, dipendente dei cantieri Azimut Benetti
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E LA PANCIA CRESCE... Due belle immagini di Giovanna Ciardi col pancione: con lui il marito Bruno Paoli, dipendente dei cantieri Azimut Benetti

A 23 anni dalla prima, ad ottobre è in arrivo la seconda figlia: «Una gioia infinita»

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VIAREGGIO. Il momento più difficile da superare è stato a luglio («Mamma mia che afa. Col pancione che mi ritrovo, il caldo è stato davvero un ostacolo difficile da vincere», racconta con un sorriso). Adesso, però, il pensiero di Giovanna Ciardi, mamma da record per la sua gravidanza naturale a 54 anni, è tutto proiettato sulla seconda metà di ottobre, quando è fissata la data presunta del parto («Ma ormai, arrivata alla trentacinquesima settimana di gestazione, qualsiasi giorno può essere quello buono», aggiunge). Originaria di Pistoia, ma da anni residente insieme al marito Bruno Paoli a Camaiore (lavora come dipendente Asl all'ospedale «Versilia»), Giovanna è pronta ad affrontare quella che si preannuncia come l'esperienza più bella della sua vita.
Già madre di Veronica, ventitré anni, frutto del precedente matrimonio, ora aspetta una seconda figlia. Anche se la sua età è più da nonna che da gestante. «Una gioia meravigliosa, tanto più perché inattesa».

Signora Giovanna, come sono andati questi primi otto mesi di dolce attesa?
«Caldo estivo a parte, direi ottimamente. Grazie al cielo non ho avuto alcun problema e fino ad oggi quella che ho vissuto è stata una gravidanza pressoché perfetta. Certo, l'età mi costringe a stare costantemente sotto controllo medico. Ma questa è una precauzione a cui mi sottopongo volentieri. Tanto più che il mio ginecologo, il dottor Gianfranco Ternelli, mi sta seguendo con la massima attenzione».

Tornare mamma dopo ventitré anni. Cosa è cambiato dopo tanto tempo? «Beh, moltissimo. Quando nacque Veronica, ricordo che erano i primissimi tempi in cui si utilizzavano gli ecografi durante le gravidanze. E non volli sapere il sesso della bimba, preferendo aspettare che nascesse. Nel frattempo la tecnologia ha fatto passi da gigante. E adesso fin dalla prima visita si può vedere il feto fin nei minimi dettagli. Ricordo ancora quando con mio marito ho visto quell'esserina di quattro centimetri che spalancava le piccole braccia. Sembrava quasi che volesse stringerci a sé... Più di recente l'ho vista sbadigliare, fare le linguacce. Cosa impensabili, ventitré anni fa. Anche se i sentimenti che si provano dentro per una nuova vita restano ovviamente immutati». Questa volta sa di aspettare un'altra femmina.

Come la chiamerete? «Questo è un piccolo segreto che ancora io e Bruno non vogliamo rendere pubblico. Con mio marito abbiamo già deciso, ma è una notizia che conoscono solo pochi intimi».

Durante la gravidanza ha utilizzato metodi particolari per far crescere la piccola tipo musica classica, pratiche di agopuntura, ecc? «No, niente Mozart per lei. In questo periodo ascolto molto la radio. E alzo il volume quando c'è un brano di Vasco Rossi o Jovanotti. Diciamo che sto abituandola a gusti un po' più moderni».

Sua figlia nascerà all'ospedale «Versilia»? «Naturalmente. Se dipenderà da noi, siamo intenzionati a farla nascere qui. Mio marito, fra l'altro, è di Camaiore e ci tiene che anche la piccola nasca nel comune di Camaiore. Poi, se per qualche motivo contingente, dovrò partorire altrove, questo non posso certo prevederlo».

Il fatto di diventare mamma a 54 anni ha trasformato la sua gravidanza in un vero e proprio caso. Le ha dato fastidio?
«Quando a maggio la notizia è apparsa sul Tirreno, ci hanno telefonato televisioni, giornali, radio. E non è stato facile affrontare questa improvvisa e imprevista popolarità. Però devo dire che in tanti mi hanno riconosciuto e ho riscontrato molta simpatia nei nostri confronti. Al supermercato come in strada, c'è gente che non conoscevo e che si è fermata per farmi le congratulazioni o per chiedermi come andava la gravidanza. Piccoli gesti, ma che fanno molto piacere».

Qualche episodio particolare che le è capitato? «Beh, grazie al clamore di questa storia ho ritrovato una vecchia amica. Ha letto della mia gravidanza a Firenze, dove abita, e non senza difficoltà è riuscita a mettersi in contatto con me. E adesso ci sentiamo frequentemente, anche se non ci siamo ancora potute incontrare. Ma ci vedremo sicuramente dopo il parto».

Immagino che in questi mesi avrà frequentato anche altre future mamme molto più giovani di lei... «È capitato soprattutto al corso premaman dell'Asl che ho seguito al Terminetto. È chiaro che all'inizio molte mi guardavano con una certa curiosità. Ma poi ogni imbarazzo è passato. Piuttosto, frequentare certi corsi per me è stato un ripasso della materia dopo vent'anni e rotti. E devo dire che mi è stato molto utile».

La sua gravidanza è arrivata in maniera totalmente naturale, senza alcun tipo di stimolazione o inseminazione artificiale. Proprio in questi mesi sono però venuti alla ribalta casi di maternità in età avanzata legati a tecniche di riproduzione assistita, primo fra tutti quello di Gianna Nannini. Che ne pensa? «Io credo di non aver alcun titolo per giudicare chicchessia. Certe cose può conoscerle solo chi le vive in prima persona, sulla propria pelle. Credo di essere stata fortunata a vivere una maternità naturale alla mia età. Ma la maternità è una gioia sempre e comunque. E, forse, lo è ancor più per chi ha sofferto per arrivarci».

In casa avete già pronto tutto per accogliere la nuova arrivata? «Per ora abbiamo a portata di mano solo quello che serve per il ricovero in ospedale e per i primissimi giorni a casa. Il resto lo tireremo fuori a tempo debito. Abbiamo soltanto allestito la camera per la bimba. L'abbiamo tinta color verde mare, perché di rosa c'è già la nostra camera da letto».

E in sala parto ci sarà qualcuno con lei? «Mio marito, naturalmente. Sperando che tutto non accada mentre è al lavoro (Bruno è dipendente dei cantieri Azimut a Viareggio, ndr) e che faccia in tempo a raggiungermi». Sua figlia Veronica, invece, come sta vivendo l'arrivo della sorellina? «È entusiasta. Le ha già comprato alcuni libri di favole: dalla Sirenetta a Cenerentola. Magari gliele leggeremo insieme...»

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