Lutto
Intrusioni nella villa e pedinamenti: la Santanchè nel mirino dello "spionaggio"
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IN SPIAGGIA. La Santanchè ritratta al bagno del TwigaTanti episodi inquietanti nell'estate versiliese del sottosegretario Un uomo è entrato nella sua camera frugando nel computer
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FORTE. Intrusi nella villa affittata per l'estate. Pedinamenti in auto. Appostamenti intorno al ristorante dove stava cenando. Una trama da libro di John Le Carré, che però non ha come palcoscenico Londra, New York o Washington, ma la più "nostrale" Forte dei Marmi. E come protagonista Daniela Santanché: sottosegretario, coproprietaria del Twiga, volto notissimo dei rotocalchi e - nell'occasione - vittima di un non meglio precisato spionaggio. A darne notizia è il quotidiano "Libero": giornale che ha come concessionaria di pubblicità la "Visibilia", di proprietà proprio della Santanché. Secondo quanto riferito, il primo episodio si colloca intorno a Ferragosto, quando da qualche tempo la Santanchè si trova a Forte. In un caldo pomeriggio, mentre è in spiaggia a prendere il sole, la governante e la cameriera trovano nella camera della sottosegretaria un uomo intento a frugare. E - pare - particolarmente interessato al pc portatile. La scusa che accampa è (perlomeno) bislacca: «Scusate, credevo fosse un albergo». Poi imbocca la porta-finestra e si dilegua. Il fatto viene denunciato ai carabinieri, che interrogano i deipendenti. Secondo le testionianze raccolte, non si tratterebbe di un classico topo di appartamento: ben vestito, atletico, sui quarant'anni, perfettamente padrone della lingua italiana. L'episodio non rimane isolato. Durante la permanenza della Santanchè a Forte dei Marmi, infatti, ci sono almento altri tre casi inquietanti. In due di questi l'auto dell'esponente governativo viene pedinata: una volta da uno scooter, un'altra da un'utilitaria. Gli agenti della scorta dispongono una ricerca sulle targhe e il proprietario risulta essere lo stesso. Sulla sua identità il riserbo è assoluto: l'unica cosa certa è che - al momento - non risultano provvedimenti nei suoi confronti. Qualche giorno dopo (poco prima che la Santanchè terminasse le proprie vacanze versiliesi) l'ultimo episodio. La signora sta cenando al ristorante del Twiga, quando gli agenti della scorta decidono di "perlustrare" il perimetro del locale. Accorgendosi di un altro uomo che sta pedinando la parlementare. E che, appena si accorge di essere stato pizzicato, si dà alla fuga in spiaggia. Una storia intricata, con molte domande e, al momento, assai poche risposte. Anche se "Libero", la sua interpretazione la dà: il quotidiano diretto da Belpietro lega la storia all'affaire-Montecarlo, al "dossieraggio" nei confronti di Gianfranco Fini. La Santanché, infatti, è indicata da molti come consigliere privilegiato di Berlusconi e come esponente di prima linea nella manovra che ha portato sui giornali di tutta Italia la lettera del ministro di St. Lucia. I "fattacci" di Forte, insomma, sarebbero una sorta di controspionaggio per predisporre un'offensiva ai danni dell'ex candidata premier per "La Destra".
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