Sicurezza
Perseguita l'ex compagno del liceo
Claudio Vecoli
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VIAREGGIO. Come in «Attrazione fatale». Solo che nei panni di Glenn Close e Michael Douglas - gli amanti protagonisti del celebre film - ci sono due quarantenni viareggini ex compagni di liceo. Come nella pellicola di Adrian Lyne di ventitré anni fa, però, una volta interrotta la breve relazione fra i due, è lei a tormentare lui in ogni modo. Fino all'epilogo di qualche giorno fa, quando per la donna - accusata di stalking - sono scattati gli arresti domiciliari. La burrascosa vicenda comincia all'inizio dello scorso giugno. Lui, affermato professionista, dopo oltre vent'anni, incontra casualmente lei, impiegata. I due sono stati compagni al liceo scientifico e vivono entrambi a Viareggio (sia pure in quartieri diversi), ma dalla fine della scuola i loro destini non si erano più incrociati.
Lui divorziato, lei ancora single, decidono di andare a cena insieme. Ed escono insieme per qualche sera. I due, però, vivono questa breve storia in modo diametralmente opposto: lui non dà peso a questa amicizia che probabilmente sfocia in qualcosa di più, mentre lei si innamora perdutamente. Quando il professionista decide di dare un taglio alla relazione, nascono i primi problemi. La donna non si dà pace ed è convinta che fra loro si sia intromessa una rivale in amore. Iniziano così i pedinamenti, gli insulti al telefono, le scenate di gelosia talvolta anche per strada. «Lui non capisce - spiega Leopoldo Laricchia, dirigente del commissariato di Viareggio - tra di loro non c'è stato niente che possa definirsi nemmeno una storia, ma non vuol far soffrire l'amica, compiendo però un errore di valutazione, perché il suo atteggiamento remissivo e i tentativi di sottrarsi al confronto vengono scambiati da lei per ammissioni di colpa». Dal telefonino di lei cominciano a partire sms pieni di insulti e minacce. Poi arrivano i primi danneggiamenti alla macchina. E quando lui porta l'auto dal carrozziere, il giorno successivo la ritrova nuovamente rigata. Il professionista è costretto a cambiare le sue abitudini di vita: nasconde l'auto lontano da casa, va al lavoro in autobus, cambia numero di cellulare, cancella perfino il suo profilo da Facebook. Ma questo non basta a tenere lontana la donna che sta diventando un vero e proprio tormento. Se la ritrova sotto casa, vicino all'ufficio, al supermercato e perfino sull'autobus. A luglio l'uomo si rivolge allora una prima volta alla polizia. E il magistrato che si occupa del caso emette per lei un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da lui. Ma la diffida serve a poco o nulla. Dopo qualche giorno di tregua, la donna, fingendosi una cliente del suo studio, riesce a farsi dare anche il nuovo numero di cellulare dell'ex compagno di liceo. E ricominciano le offese e le insinuazioni via sms. Con minacce velate ai familiari di lui («Ricordati di fare gli auguri a tua figlia...») e insinuazioni su una (per altro falsa) relazione con la sua segretaria. «Gli sms hanno un andamento quasi ciclico - spiega l'ispettore Magliulo, il poliziotto che ha seguito in prima persona il caso - e vanno dalla dichiarazione d'amore eterno alle peggiori offese». Ormai stremato, l'uomo torna alla polizia e chiede aiuto. E, di fronte all'inosservanza della precedente diffida, anche il giudice si convince a firmare una nuova ordinanza cautelare che stavolta prevede gli arresti domiciliari con l'ordine alla donna di non poter più utilizzare il telefono con nessuno.
Lui divorziato, lei ancora single, decidono di andare a cena insieme. Ed escono insieme per qualche sera. I due, però, vivono questa breve storia in modo diametralmente opposto: lui non dà peso a questa amicizia che probabilmente sfocia in qualcosa di più, mentre lei si innamora perdutamente. Quando il professionista decide di dare un taglio alla relazione, nascono i primi problemi. La donna non si dà pace ed è convinta che fra loro si sia intromessa una rivale in amore. Iniziano così i pedinamenti, gli insulti al telefono, le scenate di gelosia talvolta anche per strada. «Lui non capisce - spiega Leopoldo Laricchia, dirigente del commissariato di Viareggio - tra di loro non c'è stato niente che possa definirsi nemmeno una storia, ma non vuol far soffrire l'amica, compiendo però un errore di valutazione, perché il suo atteggiamento remissivo e i tentativi di sottrarsi al confronto vengono scambiati da lei per ammissioni di colpa». Dal telefonino di lei cominciano a partire sms pieni di insulti e minacce. Poi arrivano i primi danneggiamenti alla macchina. E quando lui porta l'auto dal carrozziere, il giorno successivo la ritrova nuovamente rigata. Il professionista è costretto a cambiare le sue abitudini di vita: nasconde l'auto lontano da casa, va al lavoro in autobus, cambia numero di cellulare, cancella perfino il suo profilo da Facebook. Ma questo non basta a tenere lontana la donna che sta diventando un vero e proprio tormento. Se la ritrova sotto casa, vicino all'ufficio, al supermercato e perfino sull'autobus. A luglio l'uomo si rivolge allora una prima volta alla polizia. E il magistrato che si occupa del caso emette per lei un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da lui. Ma la diffida serve a poco o nulla. Dopo qualche giorno di tregua, la donna, fingendosi una cliente del suo studio, riesce a farsi dare anche il nuovo numero di cellulare dell'ex compagno di liceo. E ricominciano le offese e le insinuazioni via sms. Con minacce velate ai familiari di lui («Ricordati di fare gli auguri a tua figlia...») e insinuazioni su una (per altro falsa) relazione con la sua segretaria. «Gli sms hanno un andamento quasi ciclico - spiega l'ispettore Magliulo, il poliziotto che ha seguito in prima persona il caso - e vanno dalla dichiarazione d'amore eterno alle peggiori offese». Ormai stremato, l'uomo torna alla polizia e chiede aiuto. E, di fronte all'inosservanza della precedente diffida, anche il giudice si convince a firmare una nuova ordinanza cautelare che stavolta prevede gli arresti domiciliari con l'ordine alla donna di non poter più utilizzare il telefono con nessuno.
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