Il Tirreno

Versilia

MINACCE VIA E-MAIL

«Ma quale strage, ero soltanto in preda alla disperazione»

Cla.Ve.

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 VIAREGGIO. «Io volevo soltanto tornare in possesso delle mie cose. L'e-mail con la minaccia di compiere una strage è frutto della mia disperazione. In realtà non avrei mai fatto male a nessuno». Paolo B., trentacinque anni, pisano, denunciato dalla polizia per procurato allarme dopo che la polizia lo ha fermato in piazza Santa Caterina con il fratello e i genitori della ex, racconta la sua verità sulla vicenda che lo ha visto protagonista.  «Sono stato dipinto come un Unabomber - spiega per telefono - ma in realtà il mio unico obiettivo era quello di riprendermi ciò che avevo lasciato di mio nella casa di Capezzano in cui avevo convissuto con la mia ex: mobilio, ma anche cassette vhs e dvd ai quali tengo molto. Non è vero che volevo mantenere in vita un rapporto che ormai si è concluso. Quella storia, per me, è definitivamente chiusa».  Paolo B. spiega anche il motivo per cui ha scritto le e-mail all'assessore Fantoni. «Non so nemmeno chi sia - scrive - ma è l'assessore al sociale di Viareggio e quindi speravo di poter contare sul suo aiuto. L'ultima e-mail l'ho scritta al vicesindaco Costagliola perché Fantoni non mi ha più risposto. Ma anche lui non so chi sia. Perché le ho inviate da un computer dell'Università di Pisa? Semplicemente perché sono uno studente della facoltà di Lettere».  Quanto all'accusa più grave - quella di voler compiere «una strage più grave di quella della Gifas di Massarosa» - spiega di aver scritto quella minaccia in un momento di disperazione. «E la pistola giocattolo che mi hanno trovato in auto era incastrata sotto un sedile da un anno e mezzo. Altro che strage...»

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