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Versilia

Ingiurie e minacce: parroco e perpetua finiscono a processo

<b>A PROCESSO.</b> Giudizio per un parroco e la sua ex collaboratrice
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A PROCESSO. Giudizio per un parroco e la sua ex collaboratrice

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 QUERCETA. Nello spettacolo si chiamano remake, rifacimenti di film di successo. E qualche volta avviene anche in tribunale: come nel caso di don Giuseppe Percich e della sua perpetua Linda Evangelisti, di nuovo sotto processo.  Per l'ex parroco di Querceta e la sua collaboratrice le accuse ipotizzate dalla Procura di Lucca sono di minacce e ingiuria nei confronti dei coniugi Pio e Anna Gherardi di Pietrasanta. Accuse che ricalcano quelle di un precedente processo a carico dei due: la differenza è che nel precedente dibattimento (finito con l'assoluzione per il parroco e la condanna, appellata, per la perpetua) si è discusso di fatti risalenti al 1999-2002, mentre in questo si affronteranno episodi tra il 2003 e il 2007.  In realtà di fronte al giudice monocratico Isabella Saba rimarrà solo l'imputazione di minacce. Il magistrato, infatti, ha accolto l'eccezione presentata dall'avvocato Enrico Marzaduri (che difende gli imputati), dichiarandosi incompetente per l'ingiuria e rimandando gli atti in procura, in attesa di incardinare il procedimento di fronte al giudice di pace di Pietrasanta.  Secondo le accuse, i coniugi Gherardi (tutelati dall'avvocato Alessandro Francini) sarebbero stati nel mirino in due maniere. La prima (quella legata al reato di molestie) prevedeva una serie di telefonate "mute" a tutte le ore del giorno. La seconda (che ha portato all'imputazione di ingiuria) si sarebbe concretizzata nel lasciare lettere dal contenuto offensivo nella buca della posta.  Secondo la ricostruzione della procura (e secondo quanto emerso nell'altro processo) il casus belli sarebbero stati i lavori che Percich, a sue spese, effettuò nella casa colonica avuta in affitto dai Gherardi. Chiedendo poi, senza avere soddisfazione, che venissero riconosciuti i suoi diritti acquisiti sull'immobile. Il processo, per la parte relativa alle minacce, è stato aggiornato al 28 febbraio. L.C.

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