Attenzione
Accertamenti sulla prima casa
Aronne Angelici
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L’assessore Daniela Ferrieri3 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. I parroci non si preoccupino se nei prossimi mesi dovessero aumentare le separazioni. Non è l'indissolubilità del matrimonio ad essere messa in discussione, potrebbe trattarsi di un volgare problema fiscale e tributario. Questioni di soldi insomma, più che di affetti o, addirittura, di fede. Questioni di Ici (non di cuore, per dirla con Mina). Eh sì, perchè i Comuni, specie quelli turistici - e Pietrasanta a buon diritto è tra questi -, quelli insomma ad alto tasso di seconde case, sono a caccia di evasori, elusori e affini della imposta comunale sugli immobili. Che dal 2008 non esiste più sulla "prima casa" (in pratica lo Stato da allora ha standardizzato un trasferimento di soldi alle casse comunali pari, spesso un po' meno, all'importo prima incassato su quella partita) ma è in vigore sulla seconda casa. Una imposta questa che nel nostro comune vale il 7 per mille della rendita catastale dell'immobile. Il Comune vuol guardare meglio nel pacchetto prima casa per individuare possibili evasori, e lo fa forte di un pacchetto di sentenze della Corte di Cassazione, l'ultima in ordine di tempo quella del 15 giugno scorso, che vanno a definire meglio una materia con qualche zona d'ombra. Il caso classico è quello della famiglia, diciamo pratese per intenderci, che ad un certo punto del "cammin di nostra vita" si è fatta la casa vacanze al mare. Magari, se la casa di Prato è intestata a lui si intesta a lei quella al mare: la moglie chiede la residenza ed il gioco è (era) fatto. Sia a Prato (lui) che qui a Pietrasanta (lei) l'immobile è prima casa e come tale è esente da imposta (che si pagava, scontata, fino al 2008 al 4 per mille). Le sentenze della Cassazione danno strumenti in più per agire ai Comuni, anche se comunque la strada dei controlli resta molto impervia (e vedremo perché). Intanto, un punto fermo: l'abitazione posseduta del contribuente - dice la Corte - può e deve essere ritenuta "principale" soltanto se nella stessa "dimorano abitualmente sia il contribuente che i suoi familiari". Per il sorgere del diritto alle agevolazioni Ici quindi, non è sufficiente che il contribuente dimori abitualmente nella "unità immobiliare" se i suoi familiari dimorano altrove. C'è quindi un preciso richiamo a quello che dovrebbe essere la "residenza di famiglia". E tenere i piedi in due barche (case) non si può. A meno che, appunto, non venga provato che lo spostamento dalla propria dimora abituale sia stato causato da una "frattura del rapporto di convivenza". La separazione, ad esempio. Di qui uno scenario futuro tutto da definire. «Di certo il nostro Comune, come da impegno chiaro di mandato, si impegnerà nella lotta alla evasione o alla elusione tributaria - dice l'assessore alle finanze Daniela Ferrieri - i nostri uffici già da tempo stanno studiando e elaborando una serie di controlli sul settore della prima casa. Siamo in un Comune turistico, le seconde case abbondano e quindi c'è, per così dire, terreno fertile per indagare. Andiamo avanti, faremo gli accertamenti del caso anche se questo tipo di controllo non è facile». Gli accertamenti prevedono come punto di partenza il 2005. E stiamo parlando, lo ripetiamo, solo di Ici: in sostanza tra il 2005 e il 2008 è in ballo la differenza di aliquota tra la prima e la seconda casa (dal 4 al 7 mille) per gli anni seguenti e fino ad oggi l'evasione completa dell'imposta. In sostanza si tratta di qualche centinaio di euro per caso eventualmente riscontrato. Altro capitolo di questa vicenda, di importo ben più consistente, è quello che riguarda l'agenzia delle entrate: in ballo non c'è l'Ici ma ci sono i benefici e le agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa. E qui sono in ballo migliaia di euro. E qualcuno potrebbe pensare alla separazione.
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