Gioco
«Riapro il Pino sul tetto: io non ho paura»
Augusto Barsotti
Un grazie alle forze dell'ordine per la sorveglianza in pineta
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Forze dell'ordine", grazie! Personalmente da guascone un po' spacconcello come parecchi miei coetanei, ragazzi di pineta di una volta, non ho mai avuto paura. Temendo per la mia famiglia, per l'incolumità degli amici e dei collaboratori, ho vissuto per anni in uno stato di inquietudine perenne senza avere piena coscienza delle sue cause. Ne sono conseguiti atteggiamenti e scelte di vita contrassegnati da un sentimento misto di rancore, di sordo risentimento verso situazioni e verso persone, alle quali mi era comodo affibbiarne la responsabilità. In tale ottica, con un proclama istintivamente pseudo-liberatorio, "ho annunciato" su Facebook e ai quotidiani, che dal 31 di agosto la Pineta di Ponente di Viareggio avrebbe perduto anche l'ultima, ridotta, oasi di luce rappresentata dalle insegne del locale della storia di molti e della mia vita: Il Pino sul tetto. Adesso mi vergogno di tanta enfasi e di tanta presuntuosa determinazione. Infatti, a differenza degli ultimi tre anni, dopo alcuni giorni di chiusura, durante i quali non ho mancato di fare una capatina quotidiana nel mio locale, una mattina mi sono improvvisamente risvegliato da quello spiacevole stato di torpore che mi ha accompagnato per troppo tempo. Si è allargato il pulviscolo nella mia mente e chiara, come l'immagine di una delle fresche mattine di questo periodo a Viareggio, mi è apparsa la consapevolezza del vissuto e la via da imboccare. E subito. Così ha deciso di ritornare in Pineta, di spalancare le porte del mio locale e di affrontare gli eventi, ricercando il coraggio irrazionale della mia adolescenza. Ma davvero, davvero "io" e i "miei" Viareggini dobbiamo farci spaventare da quattro cazzoni che ci impediscono di farci sentire padroni delle nostre cose e più di tutto della nostra tranquillità? Ma davvero, davvero ci facciamo rinchiudere in casa o nell'auto sbarrata alle 7 di sera, spaventati a prendere un treno o ad andare in farmacia? Non è obbligatorio e secondario, per amor di Dio, ma perché non abbiamo potuto fare un bagno in mare a mezzanotte, neppure in piena estate, e restare a frascheggiare nelle pinete fino a quando ne abbiamo voglia? E poi e poi... E ieri sera, mentre ero a "il Pino sul tetto" nel primo giorno di questa avventura forse in solitario, mi si è aperto il cuore quando le forze dell'ordine hanno veramente ed inaspettatamente dimostrato di esserci vicine, senza cavalli e senza vacui clamori: una battuta ben fatta contro chi avvelena i nostri figli, distruggendone il futuro, che mi ha riaperto il cuore e ridato la speranza che ce la faremo. Io non ho paura e se non sarò solo mi sentirò immortale. Augusto Barsotti è avvocato e titolare del ristorante Pino sul Tetto nella pineta di Ponente
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