Il Tirreno

Versilia

Indagine Asl, arrivano i soldi

Matteo Tuccini
<b>CONTESTATO.</b> L&#146;inceneritore di Falascaia
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CONTESTATO. L’inceneritore di Falascaia

70mila euro dalla Regione per l'inchiesta sull'inceneritore

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 PIETRASANTA. Indagine su Falascaia, arrivano i soldi. L'Asl, per la precisione il Dipartimento di prevenzione, incamera quasi 70mila euro dalla Regione per l'inchiesta sui possibili danni alla salute causati dall'inceneritore nella zona del Pollino.  Altri 65mila euro circa arriveranno a conclusione dell'indagine epidemiologica, che si pensa dovrebbe durare un anno circa. Per un totale di circa 135mila euro di finanziamenti impegnati dalla giunta regionale per il progetto. Il cui coordinatore è il dottor Giuliano Angotzi, direttore del Dipartimento di prevenzione.  Il finanziamento. Si tratta, indubbiamente, di una discreta sommetta, quella spedita da Firenze. Che quanto meno sgombra il campo da eventuali mancanze di mezzi o di possibilità di arrivare a una conclusione ben precisa.  Perché i cittadini questo si aspettano: un rapporto che faccia finalmente chiarezza sul possibile impatto di diossina e metalli pesanti in 35 anni di incenerimento dei rifiuti. Manco a dirlo, sotto la lente d'ingrandimento c'è l'inquietante record di tumori nella zona del termovalorizzatore di Falascaia. Ma l'Asl assicura che controllerà anche i problemi legati alle nascite e agli alimenti prodotti. L'inchiesta, circoscritta alla zona del Pollino, si dividerà infatti in tre fasi principali. La prima riguarderà i casi di tumore (e i conseguenti decessi) registrati dal 1974 ad oggi. La seconda riguarderà i problemi riscontrati nelle gravidanze, a partire dagli eventuali casi di malformazione dei bambini. La terza verterà sugli alimenti, e in particolare il latte prodotto dagli ovini e il miele delle api.  I tumori. I cittadini, non solo chi abita al Pollino, hanno spesso manifestato i loro sospetti nei confronti dell'inceneritore. E quando Il Tirreno ha pubblicato le statistiche sull'incidenza dei morti per tumore in Versilia, l'attenzione di tutti si è rivolta all'impianto. È evidente che le cause dell'alto numero di diagnosi e decessi per cancro non possono essere imputabili esclusivamente al termovalorizzatore. Ma il punto interrogativo è proprio questo: quanto ha influito la sua presenza sul territorio? E l'indagine dell'Asl potrebbe fornire alcune preziose informazioni. M.T.

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