Il Tirreno

Versilia

Ambulanza assaltata:  è la seconda in un mese

<strong>DUE VOLTI.</strong> Il divertimento intorno ai locali e l’ambulanza danneggiata alla fine di agosto
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DUE VOLTI. Il divertimento intorno ai locali e l’ambulanza danneggiata alla fine di agosto

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TORRE DEL LAGO. Calci e pugni contro l'ambulanza della Misericordia, impegnata in un soccorso sulla Marina dei locali più gettonati. È il secondo episodio in un mese ed il governatore dell'associazione di volontariato, Gragnani, sbotta: «La maggiore sorveglianza promessa dopo il primo fatto, a fine agosto, dov'è?». Oggi Gragnani si confronterà con Andrea Nicolini, responsabile del 118 per l'Asl Versilia. Poi decideranno il da farsi. Al telefono della centrale operativa, gli addetti impegnati a dialogare con i soccorritori in giro per le notti versiliesi ancora "calde", commentano: «Come è andata? Il solito, sulla Marina di Torre del Lago. Con le ambulanze non si passa...».  I mezzi di soccorso hanno vegliato, sabato notte, sui ragazzi che affollano la strada lungo la quale si balla, si conoscono amici, si mangia e si beve. «All'una e quaranta circa - racconta Gragnani dopo aver ricevuto il rapporto dei suoi volontari - il nostro mezzo ha raggiunto l'area tra "Mama Mia" e "Buddy". La chiamata indicava una persona ferita, probabilmente in una rissa». Quando i soccorritori hanno individuato il giovane, che effettivamente aveva una ferita da taglio, si sono sentiti opporre il rifiuto al trasporto in Pronto soccorso. «Mentre preparavano i moduli da far firmare, come d'obbligo - continua il governatore della Misericordia della frazione - un ragazzo, visibilmente alterato, si è attaccato allo sportello dell'ambulanza e ha staccato una freccia, di quelle altre, del mezzo che ha preso anche a calci e pugni».  Gragnani ci tiene a precisare «di non voler gettare la croce sui locali. Capisco che può accadere, per esempio, che mentre l'ambulanza ha bisogno di aiuto la loro sicurezza sia invece impegnata ad intervenire all'interno. Resta comunque il fatto che, negli incontri avuti dopo il primo episodio, era stato stabilito che i locali avrebbero dovuto mettere un po' più di sorveglianza».  Per il Consorzio Friendly Versilia risponde Alessio De Giorgi, titolare del "Mama Mia": «Verseremo un contributo straordinario alla Misericordia nel chiudere i conti di fine estate. Devo sottolineare, però, che la due ambulanza che sono arrivate in zona per due interventi su una ragazza prima e su un ragazzo poi ubriachi sono stati regolarmente assistiti: in un caso da me personalmente. Dell'episodio in cui è incappata l'ambulanza della Misericordia all'ora citata non abbiamo avuto notizia».  «Dal canto nostro», è ancora Gragnani a parlare, «noi chiediamo ancora una volta di poter intervenire in sicurezza a tutela dell'incolumità di chi ha bisogno di soccorso e degli stessi volontari. Capisco che non è semplice. Ma poi finisce che succede qualcosa di grave e, a quel punto, non restano che le misure più restrittive...».  Tra i provvedimenti che Gragnanini ritiene siano necessari un «Piano di sicurezza per viale Europa, con un percorso dedicato ai soccorsi». Scenario ipotizzabile solo con la chiusura della strada alle auto.  Ieri sera c'è era un'atmosfera particolare, almeno al "Mama Mia". Niente sigla, niente spettacolo dall'alto: la terrazza è off limits per qualsiasi cosa si muova. Alessio De Giorgi l'ha spiegato al popolo della notte, ricordando l'appuntamento per il 16 ottobre, data di convocazione della manifestazione nazionale a difesa dell'esperienza che i locali della Marina hanno costituito per il mondo omosessuale e transessuali. Tanti applausi e un ospite davvero d'eccezione. Perché sulla terrazza proibita è salito il padre di Matteo Bitossi, il giovane di soli 22 ani stroncato da un infarto, ai primi di settembre, mentre si trovava in campeggio pronto a raggiungere la Marina con gli amici di sempre: il gruppo dei "ghetero". Stefano Bitossi, ex assessore a Vicopisano, ha voluto ricordare il figlio andando a vedere - ha raccontato - quel luogo dove Matteo passava le serate «dicendomi sempre "babbo, vieni a renderti conto". Sono qui, stasera, Matteo...».

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