Il Tirreno

Versilia

Minaccia strage via mail all'assessore Fantoni: denunciato 35enne pisano

Claudio Vecoli
Le minacce partite dall’Università di Pisa
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Le minacce partite dall’Università di Pisa

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 VIAREGGIO. Dopo essere stato lasciato dalla fidanzata alcuni mesi fa, ha completamente perso la testa. E, forse autoconvintosi di essere vessato dalla famiglia di lei, ha cominciato ad inviare oscure e-mail minatorie indirizzate all'assessore al sociale Vittorio Fantoni nelle quali preannunciava una strage «più grave di quella avvenuta alla Gifas di Massarosa». Grazie alle indagini della squadra anticrimine del commissariato di Viareggio, però, l'autore delle missive è stato individuato. E, dopo essere stato denunciato a piede libero per procurato allarme, è stato affidato in cura al reparto psichiatrico dell'ospedale Versilia.  Protagonista della vicenda un insospettabile trentacinquenne residente a Pisa fino ad ora incensurato. L'uomo, che fino ad alcuni mesi fa aveva avuto una relazione sentimentale con una giovane donna di Viareggio con la quale aveva anche convissuto, una volta lasciato dalla ex aveva cominciato a dare segni di squilibrio. Cercando però disperatamente di mantenere un legame con la donna. In particolare, con la scusa di riprendersi i propri oggetti personali dalla casa in cui aveva convissuto con la ex, aveva dato più volte appuntamento a lei e ai suoi familiari senza però presentarsi all'incontro. Oppure arrivando con mezzi inadatti a trasportare gli oggetti. Un escamotage per cercare di non recidere completamente i rapporti con la ex malgrado la volontà di lei di chiudere definitivamente la relazione.  L'11 settembre scorso, però, il trentacinquenne pisano ha alzato il tiro. E ha inviato una oscura quanto minacciosa mail all'assessore al sociale Vittorio Fantoni nella quale preannunciava «una strage più grave di quella avvenuta alla Gifas di Massarosa» nella quale un ex dipendente, prima di suicidarsi, il 23 luglio aveva ucciso due dirigenti dell'azienda. Frasi preoccupanti. «Tanto più - racconta Leopoldo Laricchia, dirigente del commissariato di Viareggio - che la mail era scritta in un italiano grammaticalmente e sintatticamente molto ricercato che rendeva ancor più credibili le minacce».  Alla mail dell'11 settembre (data scelta di proposito?) ne erano poi seguite altre dal medesimo tono. Così l'assessore Fantoni ha deciso di informare della corrispondenza ricevuta la polizia. Sono così cominciate le ricerche che hanno permesso di appurare che le mail - firmate con il solo cognome, risultato poi veritiero - venivano inoltrate da un computer in uso all'Università di Pisa.  La svolta alcuni giorni fa, quando il trentacinquenne pisano ha inviato una ultima mail nella quale anticipava che la sera stessa avrebbe dato seguito alle sue minacce nei pressi di piazza Santa Caterina, in pieno centro città. Alcuni poliziotti in borghese hanno così presidiato la piccola piazza fino a quando - intorno alle 19,40 - un giovane con atteggiamento molto agitato non è sceso da un'auto seguito da altre persone (fra cui i genitori e il fratello della ex). A quel punto i poliziotti sono entrati in azione ed hanno ricostruito tutto, scoprendo fra l'altro che il giovane aveva nascosto in auto una pistola Colt 45 giocattolo (priva del tappo rosso). Nei suoi confronti è scattata così una denuncia a piede libero per procurato allarme e per falsità in scrittura privata, ma sopratutto è stato affidato alle cure del reparto psichiatrico dell'ospedale Versilia.

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