Italia
La Darsena in sciopero
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Marcegaglia con Rossi Confindustria riunita, presidio davanti ad Azimut Rossi: avanti con dragaggio e asse di penetrazione
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VIAREGGIO. Fuori dal cantiere Azimut di via Coppino le bandiere rosse di Fiom, Cgil, Rifondazione, Pdci. Dentro gli industriali toscani e la loro presidente nazionale, Emma Marcegaglia. Ma anche gli yacht che gli operai della Darsena viareggina costruiscono, i pugni stretti nelle tasche sempre più vuote. Fuori dal cantiere anche la segretaria provinciale della Cgil, Rosanna Rosi, mentre Giovanni Bolognini, suo omologo della Cisl, seguiva i lavori all'interno. Come pure ha fatto Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil toscana. Tra i sindaci in sala anche Alessandro Cosimi, primo cittadino di Livorno. E si è visto anche Claudio Martini, già presidente della Regione, ora nei panni di politico nazionale del Partito democratico. Il suo successore, Enrico Rossi, parlando prima della presidente Marcegaglia ha ribadito l'impegno per Viareggio: «Dragaggio continuo del porto, asse di penetrazione per la Darsena, Autorità portuale che del porto governo lo sviluppo». Ma anche «necessità di rilanciare il Polo tecnologico della nautica» che l'amministrazione Lunardini ha prima inserito tra le opere da finanziare con i fondi regionali del Piuss, e poi ha tolto. Imponente il servizio d'ordine che ha visto schierate tutte le forze di polizia: dai vigili urbani (numerose le rimozioni di auto nel circuito interdetto alla sosta), alla Capitaneria di porto impegnata a terra e in mare, e perfino la sorveglianza con gli elicotteri, oltre alla presenza di carabinieri e polizia con la Digos tutta mobilitata. D.F. ALTRO SERVIZIO A PAG.3
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