Il Tirreno

Versilia

Elezioni, centrodestra in alto mare

Simone Tonini

Ancora da decidere il candidato: fra i papabili Pajatto e Mutti

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 SERAVEZZA. Non siamo ancora entrati nel vivo della campagna elettorale ma c'è fermento a Seravezza in vista delle elezioni della prossima primavera. Mentre il centrosinistra ha ufficializzato da tempo la candidatura del sindaco uscente Ettore Neri, nel centrodestra c'è ancora incertezza su chi sarà la punta di diamante per cercare di riconquistare il comune. Sembra di capire che si punti molto sull'effetto sorpresa, anche se qualche nome (e qualche "identikit") nelle conversazioni fra politici filtra.  Un atteggiamento che ricorda in parte quello accaduto in comuni vicini, dove la scelta del candidato non è stata agevole. Né, d'altronde, troppo fortunata. Anche nel 2006, infatti, l'iniziale annuncio di Roberto Orlandi come sfidante di Neri, dopo la rinuncia di Mazzucchi ad un secondo mandato, venne smentita pochi giorni prima delle elezioni: il centrodestra si ricompattò con Alessandrini ma perse la Lega, che corse da sola. L'anno successivo, a Forte, dopo dieci anni di dominio incontrastato, la spaccatura tra Tucci e Monteforte consegnò il comune a Buratti; quindi è stata la volta di Massarosa e, caso da antologia, Pietrasanta, con un susseguirsi di candidature annunciate e poi subito bruciate.  Forse l'effetto sorpresa conterà, ma l'elettorato ha bisogno di certezze: così hanno pensato Neri e compagni, dimostrando una compattezza che dà segno di forza e sicurezza. A lungo l'ipotesi più attendibile era Valeriano Mutti: unico esponente di Forza Italia in consiglio comunale, divenuto poi coordinatore del Pdl, il più attivo all'opposizione. Per molti (ma non per tutti) il ruolo da antagonista di Neri se lo era conquistato sul campo. Ma sul suo nome qualcuno ha storto il naso. Per questo il consigliere comunale starebbe meditando a fare un passo indietro per dare spazio a una figura che porterebbe maggiore condivisione nel centrodestra.  Sta di fatto che al momento non è dato sapere chi possa essere il fantomatico candidato. Le riunioni tra il Pdl e le varie anime del centrodestra si susseguono (l'ultima lunedì scorso) ma le bocche restano cucite. Ci sarebbero accordi di massima con riserve ancora da sciogliere: come mai, viene da chiedersi, a Forte dei Marmi e a Camaiore, nonostante si corra nel 2012, il centrodestra ha già annunciato i propri candidati? I rumors di paese non sono convincenti (né convinti): a parte mutti, il nome che ora va per la maggiore è quello dell'avvocato Gianluca Pajatto segretario dei repubblicani. Ma la corsa potrebbe essere tutt'altro che finita. Da una parte perché c'è chi preferirebbe un candidato trasversale preso dalla società civile. Dall'altra c'è da considerare il peso politico dell'ex sindaco Lorenzo Alessandrini. Che, nonostante la lontananza dalla politica seravezzina, gioca ancora un ruolo determinante e il nome non può prescindere dal suo beneplacito. Unica certezza: la compattezza del centrodestra. Non c'è ancora ufficialmente un gruppo di Futuro e Libertà (ma esiste Generazione Italia), ma i simpatizzanti di questo movimento si riuniscono con il PdL, lo stesso dicasi per la Lega.  Non pervenuto, invece, l'UdC: dopo le dimissioni di Stefano Mussi nel centrodestra seravezzino non si ha traccia del partito di Casini. Difficile davvero pensare ad uno spostamento verso Neri: impensabile far digerire questa mossa alle forze di sinistra.

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