Il Tirreno

Versilia

L’assemblea invita Comuni e Provincia a riavviare il dialogo per le autorizzazioni

Sciopero all'inceneritore

<b>INCENERITORE.</b> Proclamato un primo giorno di sciopero degli impianti di Falascaia e Pioppogatto per i probabili licenziamenti
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INCENERITORE. Proclamato un primo giorno di sciopero degli impianti di Falascaia e Pioppogatto per i probabili licenziamenti

«I sindaci dovranno ricollocare i licenziati»

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 PIETRASANTA. Un giorno di sciopero da fare entro la fine del mese. L'appello ai sindaci della Versilia ad un impegno «forte» alla ricollocazione dei venti dipendenti dell'inceneritore, in caso di licenziamento. L'invito, comunque, a Provincia e Comuni, ad avviare un dialogo costruttivo con l'azienda per far ripartire l'impianto in presenza di investimenti per la sicurezza.  C'è questo e altro nel lungo documento diffuso da Cgil, Cisl, Uil e Fadel a seguito dell'assem,blea dei lavoratori Tev-Veolia degli impianti dei rifiuti di Pioppogatto e Falascaia. L'assemblea intanto esprime «grande preoccupazione per la possibile perdita del posto di lavoro a causa della chiusura dell'impianto di Falascaia preannunciata dalla Provincia di Lucca e condivisa da tutti i sindaci della Versilia».  Detto questo, rispetto alle polemiche di alcune settimane fa, si registrano toni diversi. Intanto l'assemblea dei lavoratori Tev-Veolia «si dichiara apertamente a favore di una costante opera di vigilanza e controllo sulle attività produttive da parte degli organismi preposti, per la massima sicurezza degli impianti, per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Le attività lavorative devono essere condotte nel pieno rispetto della normativa ambientale e gli impianti nocivi e pericolosi per la salute devono essere chiusi. Devono però essere valutati con senso di responsabilità gli investimenti e gli interventi per la messa a norma dell'impianto di Falascaia che la nuova proprietà ha fatto negli ultimi tre anni. Interventi che hanno interessato innanzitutto i processi di combustione, con rilievi positivi e che ora avrebbero dovuto risolvere anche il problema della qualità delle acque. Interrompere ora il processo di messa in sicurezza dell'impianto non vorremmo che fosse più frutto di una scelta politico-elettorale che non dettato da fondate motivazioni tecniche».  Secondo i lavoratroei infatti la chiusura dell'impianto di Falascaia non avrà effetti negativi solo per la perdita dei posti di lavoro. «L'intero ciclo provinciale dei rifiuti verrà rimesso in discussione, mentre i Comuni versiliesi dovranno sicuramente affrontare un contenzioso milionario con Veolia per il mancato rispetto degli accordi sottoscritti».  Un contenzioso che in realtà non ci sarà in questi termini: Comuni e Provincia attendono gli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria. Se verrà accertata una condotta negligente nella conduzione questo basterà per la rescissione immediata del contratto.  Riguardo gli scenari sullo smaltimento dei rifiuti, secondo i lavoratori «dichiarare, come fa qualche sindaco, che l'alternativa all'incenerimento è la raccolta porta a porta, è indice di superficialità, visto che gli impianti Veolia in Provincia di Lucca trattano ogni anno oltre centomila tonnellate di rifiuto tal quale che per quantità, qualità e tipologia di conferimento nel cassonetto non potrà mai essere gestito da un servizio capillare di raccolta differenziata. L'alternativa che si prospetta è il ritorno al conferimento dei rifiuti nelle discariche fuori provincia con un possibile aumento dei costi per i cittadini ed il rinvio nel tempo di una soluzione che consenta la stabilizzazione del sistema raccolta-trattamento-smaltimento dei rifiuti in Provincia di Lucca».

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