Il Tirreno

Versilia

«Ritiriamo i conti per protestare contro le poste»

<b>NON C&#146;E&#146; POSTA PER TE.</b> Una postina durante il suo giro
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NON C’E’ POSTA PER TE. Una postina durante il suo giro

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 SERAVEZZA. Potremmo chiamarla un'azione non violenta, modello Gandhi. O, scendendo di livello, uno sciopero bianco. Certo è che l'iniziativa del comitato contro i disservizi postali di ritirare i propri conti correnti con la società posseduta al 100% dal Tesoro segnala un "salto di qualità" dopo il superconsiglio comunale della scorsa settimana: l'idea, infatti, è di andare a colpire le Poste là dove fa più male, nei servizi finanziari e assicurativi.  Certo, Manuela Arcuri non lo sa, ma probabilmente con il corrispettivo per gli spot pubblicitari in onda in questi giorni per il servizio di telefonia "Poste Mobili" qualche postino in più in Versilia poteva essere assunto. Una responsabilità non certo attribuibile alla bellissima attrice quanto piuttosto alle poste, sempre più propense a investire capitali per prodotti finanziari piuttosto che nella consegna della corrispondenza. Lo sanno bene gli abitanti della collina e della montagna versiliese, da qualche mese uniti nella protesta per la mancata corrispondenza postale nel "Comitato per un servizio postale pubblico efficiente". Centinaia di famiglie, migliaia di persone che, specialmente sulla montagna, non ricevono la posta con regolarità e da mesi subiscono un disservizio costante, divenuto insopportabile. «Dopo la manifestazione a Pietrasanta - spiega il coordinatore Massimiliano Leone - nei c'è stato il consiglio aperto ma quella istituzionale non è l'unica strada che intendiamo percorrere. Infatti proporremo a tutti coloro che hanno un conto corrente postale di chiuderlo come forma di protesta contro i disservizi per il mancato recapito della corrispondenza».  Nel Comitato ci sono residenti di Seravezza, Stazzema, Pietrasanta: «Siamo in tanti - prosegue Leone - e non sappiamo in quanti hanno un conto alle Poste. Però se l'azione sarà corale, la nostra protesta non apparirà solo come simbolica». Il Comitato («apolitico», sottolinea Leone) ha avuto il sostegno anche dei sindacati dei lavoratori delle Poste.  «I disservizi non dipendono da loro ma da chi attua le scelte strategiche. Anche i lavoratori vogliono un servizio postale più efficiente e meglio organizzato». Oltre allo "sciopero bianco" dei conti correnti ci saranno altre azioni di disturbo: «Crediamo che ai dirigenti delle Poste queste forme di protesta diano fastidio soprattutto dal lato dell'immagine- Intendiamo aprire un blog o un sito internet in cui raccogliere tutte le proteste, distribuire un questionario porta a porta ai cittadini per sentire l'opinione di tutti e abbonarci ad Altroconsumo per essere tutelati in caso di mancato recapito della corrispondenza. In più potremmo sporgere denuncia alla Procura per omissione di servizio pubblico». Il ragionamento è semplice: se i prodotti finanziari si acquistano sulla base della fiducia, per ottenerla basterebbe che Poste Spa garantisse l'efficienza del servizio principale, la consegna della corrispondenza. Invece trascurandolo e ritenendolo infruttuoso la fiducia è andata scemando.

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