Il dolore
Marcucci ora punta al raddoppio e cerca un locale in centro
◗
Michele Marcucci nella sua Enoteca 2 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. La notizia gira da tempo per il centro storico. Ed è abbastanza clamorosa. L'enoteca Marcucci, uno dei locali simbolo della Versilia, potrebbe raddoppiare. O meglio, il patron Michele Marcucci, potrebbe aprire un secondo ristorante (o qualcos'altro) nel centro storico. Di fatto, le voci parlano di trattative avviate con due locali pronti ad essere ceduti. Uno di questi è l'Antonio, di via Stagio Stagi, il secondo locale sarebbe, in via Garibaldi. Ma il diretto interessato cosa dice? Non smentisce, che sta incontrando ristoratori della zona, ma non va oltre. Chi lo conosce bene sostiene che da tempo il vulcanico Marcucci cerca un locale, dove aprire uno sorta di Cibreino (il fratellino minore del mitico Cibreo di Fabio Picchi a Firenze). Oppure, lanciarsi in una sorta di paninoteca e pizzeria, ma di qualità (un esempio celebre è il Mangia di Prato). Di certo, Marcucci è stato visto - come in una spy-story - visitare più volte l'Antonio. Un locale bellissimo, ma che non ha avuto fortuna in questi 4 anni di apertura. Ed è ancora in attesa di una vera valorizzazione. D'altra parte è un locale da grandi numeri e grandi costi, quindi, impegnativo per chiunque, anche per un piccolo genio della ristorazione, come Marcucci. Ricordiamo, infatti, che Marcucci è segnalato da Gambero Rosso, come una delle 8 migliori enoteche d'Italia. Ma la cosa divertente in queste trattative marcucciane, è che a Pietrasanta si è scatenato un gossip, che è sfociato con una notizia doppiamente clamorosa. Che l'enoteca avesse lo sfratto e che a sfrattarla fosse addirittura la chiesa. Che alcuni spazi del locale siano dell'istituto per il sostentamento del clero (che fa capo alla curia pisana) è vero. Come è vero che c'è una causa civile in Tribunale a Viareggio. Ma non si tratta di sfratto. In ogni caso anche questa notizia ha scatenato alcune forti reazioni di colleghi e baristi del centro storico. «Se la Chiesa sfrattasse Marcucci siamo pronti alla protesta. Perchè Marcucci è un locale simbolo del centro storico. Al di là della concorrenza, è un locale che attira un pubblico di qualità, che poi visita negozi e mostre, gallerie e bar. Sarebbe un danno incalcolabile per tutte le attività economiche. Potremmo capire se lo sfratto arrivasse da un privato, ma dalla Chiesa no». Insomma, l'autunno pietrassantino ha più di un argomento, su cui discutere. Intanto, Michele Marcucci ne ride. Perchè solo lui e forse pochi intimi sanno che cosa abbia in mente per il futuro suo e dell'enoteca gioiello.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
