Il dolore
Conclusa ieri la parte di dibattimento relativa al mobbing verso i vigili
Manzione, le difese rinunciano
Luca Cinotti
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EX COMANDANTE. Antonella Manzione L'ex comandante non deporrà nel processo di Lucca
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PIETRASANTA. È il convitato di pietra del processo-Mallegni, almeno nella parte del presunto "mobbing" a danno dei vigili. Antonella Manzione, ex comandante a Pietrasanta e attuale vice a Firenze non si è ancora seduta sul banco dei testimoni. E, probabilmente, non lo farà neppure in futuro. Manzione figurava nella lista testi della difesa dell'ex sindaco di Pietrasanta. Ma non è stata citata fra le decine di persone che sono state ascoltate sui capi di imputazione relative al mobbing. Una lunga teoria che si è conclusa proprio nell'udienza di ieri, con gli ultimi due testi. Scelte processuali, scelte degli avvocati. Che ritengono che il quadro emerso dalle testimonianze dei vigili urbani in servizio a Pietrasanta siano state sufficienti a delineare il quadro di un comando spaccato: da una parte i "lealisti" alla Manzione, defenestrata da Mallegni; dall'altra i sostenitori del nuovo comandante (oggi anche lui ex), Roberto Buratti. Certo è che chiamare al banco dei testimoni la Manzione avrebbe rappresentato un'escalation nel processo. Un climax che già ha avuto un precedente: l'ex comandante, infatti, ha deposto nel corso del dibattimento sulla cosiddetta "multa strappata". Una testimonianza drammatica, un vero e proprio duello in aula che fece emergere le mille sfaccettature dei rapporti fra l'ex comandante e l'ex sindaco. Una scena degna di un dramma teatrale, lunga otto ore e due udienze, che difficilmente si ripeterà processo: ormai il treno del dibattimento ha superato la stazione del mobbing, cominciando ad affrontare i temi legati all'urbanistica e all'edilizia. Un'escalation, abbiamo detto, ma forse anche un rischio: l'ex comandante di Pietrasanta non è certo un testimone "facile" da interrogare anche (ma non solo) perché ha una profonda conoscenza del diritto processuale. Certo è che con le frasi di Antonella Manzione riferite dai testimoni di questo processo si potrebbe scrivere un volume piuttosto corposo. A partire dalla conversazione burrascosa, al telefono, con il sindaco, che è stata riferita prima della pausa estiva da Massimiliano Simoni. Alla fine Mallegni concluse il discorso con un «tu e i tuoi mi avete rotto i c...» che lascia poco spazio all'immaginazione. Siamo nell'autunno del 2002. Secondo quanto la Manzione ha riferito nell'altro processo (quello della multa strappata) quella telefonata era l'anticipazione del defenestramento della comandante e del successivo affidamento della responsabilità a Roberto Buratti. Secondo Manzione, la rottura sarebbe stata legata direttamente all'episodio della multa strappata. Secondo l'ex sindaco - che ne ha parlato a più riprese nelle sue testimonianze e nelle sue dichiarazioni spontanee - gli attriti sarebbero nati invece per i supposti comportamenti poco corretti dell'ex comandante: le assenze per convegni e per le udienze come pm onorario, le diatribe sulle ferie estive per i vigili. Linee di frattura e di tensione arrivate lentamente a un punto di rottura. A parere di Mallegni (sue parole dello scorso 10 maggio) «Manzione arrivò nel mio studio dicendomi che ero un uomo al limite fra il coraggio e l'incoscienza. E poi mi ricordò che era la sorella del pubblico ministero Domenico Manzione e che mi avrebbe denunciato per quello che avevo fatto». Secondo Mallegni, da quel punto in poi nei suoi confronti iniziò un fuoco di fila di esposti e denunce. I vigili costituiti parte civili, invece, ritengono che quello fu il punto di volta per il loro inferno. Il bianco e il nero, insomma.
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