Sicurezza
Via Michelangelo. Disagi per gli automobilisti e lamentele dai genitori
Liceo, attesa davanti ai cancelli
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CODA SOTTO LA PIOGGIA. Le auto in fila a causa degli studenti del Michelangelo costretti ad attendere fuori dai cancelli Gli studenti, prima di entrare in classe, "occupano" la strada
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FORTE. Scordatevi di transitare tranquillamente per via Michelangelo ogni mattina, almeno fino allo squillare della campanella, perché la sede stradale, a metà del tratto tra via Trento e via Francesco Carrara, potrebbe essere occupata in larga misura dai ragazzi del locale Liceo Scientifico che, in attesa di entrare in classe, stazionano sulla carreggiata. E che il problema sia noto lo testimonia la transenna che puntualmente ogni mattina il comune mette all'incrocio con via Trento per evitare proprio di peggiorare la situazione. Eppure via Michelangelo non è affatto una strada secondaria: collega com'è noto con Querceta e l'entroterra, ed è percorsa da una copiosa quantità di automobili. Allo stesso modo, va detto che non mancherebbero le alternative. Perché dunque la scuola non fa attendere ai ragazzi l'entrata in classe nel giardino dell'istituto? Oppure perché non si fanno entrare i ragazzi da via Melato, stradina secondaria, praticamente chiusa al traffico dove già c'è l'accesso per i bambini delle vicine scuole elementari? Di questa situazione gli ultimi ad esserne contenti sono i genitori, alcuni dei quali letteralmente imbufaliti si sono rivolti al nostro giornale - ma non solo - per segnalare il problema. «Problema che - spiegano - non ha affatto radice nel comportamento dei circa 600 ragazzi del liceo i quali non non hanno alternative. Trovano il cancello chiuso - spiegano ancora i genitori - e devono attendere in strada. L'altro giorno, ad esempio, è bastata una pioggerella di poco conto, perché la fila delle auto che accompagnano i ragazzi a scuola, non potendo defluire agevolmente lungo via Michelangelo, arrivasse rapidamente fino a via dell'Acqua e oltre, provocando un ingorgo che veniva rifinito nella sua massima confusione dalle auto che nel piazzale che precede la scuola, facevano poi puntualmente inversione di marcia per uscire dal blocco involontario della circolazione». E va detto che anche nei giorni di sole la situazione non è poi così differente, salvo poi dissolversi non appena i ragazzi entrano alle lezioni. «Non è certo un'educazione civica costruttiva - conclude il gruppo di genitori - quella di fargli occupare la sede stradale e impedire o rendere difficoltosa la normale circolazione, tanto più che le alternative esistono e sono perfettamente e facilmente praticabili. «Per questo - concludono i genitori dei ragazzi - ci appelliamo al consigliere delegato al traffico Alessio Felici e al sindaco Umberto Buratti perché con i dirigenti dell'istituto fortemarmino trovino soluzioni migliori e più sicure e agevoli per tutti». La parola chiave, in quest'ultimo passaggio, è proprio "sicure". La sicurezza, infatti, sembra essere il problema maggiore. Sicurezza per i ragazzi, innanzitutto, che non è garantita dallo "stazionamento" in strada. E poi per i tanti automobilisti che, negli ultimi giorni, si sono trovati di fronte all'inatteso blocco.
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