Gioco
Infezione all'anca, causa all'Asl
Matteo Tuccini
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IN AULA. Il Tribunale di Viareggio Paziente denuncia danni dopo un intervento per la protesi
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VIAREGGIO. Si sottopone a un intervento chirurgico dei più comuni, quello per l'inserimento di una protesi all'anca. Ma qualcosa - secondo lui - va storto: la ferita causata dell'operazione si infetta, e - a detta dell'uomo - i medici se ne accorgono in ritardo. Per questo un paziente ha citato in giudizio l'Asl. Secondo lui, infatti, l'infezione poteva essere scoperta prima, evitando danni all'articolazione. Ora le due parti si vedranno in tribunale. Intervento di routine. L'operazione per la sostituzione dell'anca danneggiata da artrosi o incidenti è quel che si dice un intervento di routine in qualsiasi ospedale. In questo caso si trattava dell'inserimento di una protesi totale all'anca destra. L'operazione, che viene fatta in ortopedia, dura relativamente poco, e consente di inserire una vera e propria articolazione artificiale al posto dell'anca malata. Può succedere, però, che dopo l'intervento ci siano delle complicazioni. Una di queste è l'infezione, che può attaccare la ferita o l'articolazione. E che deve essere subito individuata e ripulita per evitare guai, come avviene per qualsiasi altro tipo di intervento. A detta del paziente, invece, la diagnosi dell'infezione dopo l'intervento all'ospedale Versilia è avvenuta in ritardo, causando danni all'articolazione. Per questo l'uomo ha deciso di citare in tribunale l'Azienda sanitaria. L'Asl, che per casi del genere è coperta da una polizza assicurativa stipulata con la compagnia Carige spa, si è affidata alla compagnia stessa: della difesa si occuperà l'avvocato Adriano Montinari del foro di Lucca.
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