Il dolore
Caso Franceschi. La madre a Nizza
I due supertestimoni confermano le accuse
◗
La madre di Daniele col console 1 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Sarebbero pronti a deporre davanti alla magistratura francese i due testimoni che avrebbero assistito ai mancati soccorsi a Daniele Franceschi, il viareggino di 36 anni morto il mese scorso nel carcere di Grasse, in Costa Azzurra, dove era rinchiuso per aver utilizzato nel casinò di Cannes tre carte di credito rubate. Ieri mattina, accompagnata dagli avvocati Aldo Lasagna e Maria Grazia Menozzi, Cira Antignano - madre di Daniele - è tornata a Nizza per incontrare il legale francese che sta seguendo in caso e per fare un punto della situazione a quasi un mese dalla tragedia. E l'avvocato François Gonzales ha riferito loro che i due testimoni di quel giorno - un ex pompiere e un detenuto franco-algerino che si trovavano nel penitenziario transalpino insieme all'operaio viareggino - sono pronti a formalizzare di fronte alla magistratura quanto già dichiarato nei giorni scorsi. Ovvero che, quando Daniele è stato colto da malore, l'infermiere di servizio in carcere non sapeva utilizzare il defibrillatore e che, anzi, ne avrebbe provocato l'avaria. «Testimonianze - spiega l'avvocato Lasagna - che confermano l'ipotesi di omicidio colposo». Ieri Cira Antignano ha incontrato anche il console italiano a Nizza Agostino Alciator Chiesa per discutere del rimpatrio della salma del figlio per i quali si prevede un ulteriore allungamento dei tempi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
