La manifestazione
Lintervento di Stefani (Nuovo Psi)
Carri, vendere i pezzi è davvero un delitto
Pier Luigi Stefani segretario provinciale Nuovo Psi
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Apprendo dalla stampa che il meraviglioso drago dei Bonetti è stato venduto al carnevale di Cento. Già anni fa mi scagliavo contro la Fondazione Carnevale per fatti analoghi e scrivevo che i benefici economici derivanti dalla vendita erano nulli rispetto agli svantaggi di far crescere carnevali fortemente concorrenti al nostro. E questo per una ragione banale e facilmente comprensibile: Viareggio spende circa 2 milioni di euro per produrre carri e mascherate. Non si può scialare in costi di promozione o pubblicità. Cento è tutti i giorni in vetrina su Tv Rai, Mediaset ecc. e sulle radio, perché investe su madrine, padrini, personalità glamour. Di fatto acquisisce notorietà e spazi sui media grazie a importanti investimenti per la comunicazione e attrae pubblico con gli stupendi manufatti che noi generosamente vendiamo. A proposito: chi vende a chi? Mi sembra di aver capito che per regolamento interno la Fondazione non può vendere ad altri Carnevali. Mi turba e mi lascia perplesso sapere che il Drago era già stato venduto quando è stato portato in piazza Mazzini questa estate. Io credo che quel carro da solo vale un biglietto di ingresso a Cento. E credo pure che continuare a vendere alla "concorrenza" sia un'azione scellerata. Abbiamo piazze, rotonde, svincoli autostradali: non potremmo abbellirli con i capolavori sfornati dai carristi? Non sarebbe una promozione più interessante e intelligente per la città? Ho visto a Sarno (Campania) residui di carri viareggini di molti anni fa: oggetti che circolano per l'Italia comprati e venduti e che con piccoli interventi mantengono fascino e attrattiva originari. Non è un caso che dalle altre parti considerino Viareggio uno dei Carnevali più belli del mondo, grazie a maestri che possiedono un know-how che tutto il mondo ci invidia. Svendere tutto questo non è solo stupidità; è un delitto.
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