Il Tirreno

Versilia

Attacco di Popper (Pdl): «Cosa ne farà dei soldi racimolati?»

«Buratti sta svendendo Forte con le aste dei terreni pubblici»

R.F.
<b>DA FINANZIARE.</b> I lavori al pontile di Forte
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DA FINANZIARE. I lavori al pontile di Forte

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 FORTE. «Siamo al festival del vorrei ma non posso. A lanciare le accuse ai programmi di lavori pubblici annunciati di recente dalla giunta Buratti è il candidato sindaco del Pdl, James Popper.  «Sono due settimane che l'assessore Tommasi inonda i media di notizie di grandi lavori che in realtà saranno poco più di piccoli interventi - spiega Popper - e forte è il sospetto che si voglia distogliere l'attenzione dai veri problemi del paese in questo periodo, primo fra tutti il colossale frazionamento delle unità abitative, nonché certi interventi discutibili sugli alberghi e anche la recente messa in vendita di ben undici terreni pubblici».  In quest'ultimo caso, prosegue Popper, «l'amministrazione venderà dei terreni che dovrebbero restare alle generazioni future come patrimonio pubblico, e poi per farne che cosa con i soldi che racimolerà? Questo non è dato saperlo, sia perché non esiste un progetto annunciato in tal senso, e sia perché con il meccanismo messo in atto dalla giunta il rischio è che le aste vadano deserte in attesa dei ribassi e addirittura delle trattative private già contemplate in casi di insuccesso iniziale delle vendite. Insomma Buratti sta svendendo il paese per tirare su pochi soldi che probabilmente non sa neanche lui come utilizzare».  A questo proposito, Popper attacca anche sulla questione delle risorse che non si possono sfruttare: «Lo stesso Buratti pubblicizza che ha in cassa 23 milioni di euro che non può spendere per il patto di stabilità e visto che la giunta non riesce a utilizzarli perché almeno non prende esempio da quanto hanno fatto amministrazioni vicine, dove sono stati presi un paio di lotti comunali e resi edificabili sono stati poi venduti a prezzi di mercato?  «In questo caso - prosegue Popper - il guadagno sarebbe stato certo e ben quantificabile. Sicuramente un metodo più concreto di quello che vorrebbero usare dando unità abitative per acquisire terreni, com'è il caso della nuova caserma dei Carabinieri, la quale, mi spiace dirlo, stanti così le cose, ben difficilmente Buratti sarà poi in grado di realizzare per carenza di soldi. E così ci ritroveremo tanti altri terreni inutili e incolti. Questo perché - conclude Popper - queste perequazioni di Buratti alla fine premiano solo i privati e non vi è un immediato ritorno per l'ente pubblico. Tanto per dare un'idea: perché Buratti non ha chiesto, ad esempio, ai privati che cederanno il terreno per la Caserma, anche di costruirla direttamente ovviamente ampliando la perequazione? Così almeno avremmo avuto la certezza che l'edificio per la Benemerita sarebbe stato sicuramente realizzato».

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