Il Tirreno

Versilia

Baglietto, il cantiere non si vende

Corrado Benzio
La barca che Baglietto costruì per Roberto Cavalli
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La barca che Baglietto costruì per Roberto Cavalli

Rinviata la cessione: si attende nuova fidejussione dal finanziere russo

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 LA SPEZIA. Altri dieci giorni per decidere la vendita dei cantieri Baglietto. Il curatore ha chiesto tempo fino al 30 settembre. Un secondo rinvio deciso ieri in attesa di una nuova fidejussione da parte del finanziere russo in corsa per lo storico marchio.  Il dottor Federico Galantini, curatore della vendita del gruppo (siti produttivi a Spezia e Varazze, oltre ai Cantieri di Pisa) ha deciso di concedere al russo Vladimir Ontonov altri 10 giorni di tempo, prima di aggiudicare il cantiere.  La questione è semplice. Il finanziere ha offerto il doppio dei 30 milioni di euro che erano la base minima per l'acquisto di marchio e siti produttivi che appertengono al gruppo Camuzzi, società di Piacenza già famosa per la distribuzione del gas.  Il russo ha letteralmente offerto il doppio, tutti milioni di euro destinati ai fornitori.  Ma la fidejussione presentata in prima istanza si fermava a 30 milioni di euro. Ora il curatore ha chiesto il raddoppio. Soprattutto ha richiesto che la polizza fidejussoria sia emessa da una banca italiana (in un primo tempo il documento era stato presentato tramite una banca lettone).  Insomma questi 10 giorni servono per presentare la seconda fidejussione.  La decisione del curatore farebbe sottointendere quello che si pensa da tempo: che il peso dei 30 milioni in più sarà decisivo rispetto agli altri due concorrenti. Lo ricordiamo si tratta della Overmarine di Giuseppe Balducci e della Sonlorenzo di Massimo Perotti.  Per entrambi l'asticella dei 60 milioni di euro sono francamente troppi.  Da segnalare che dalla corsa verso Baglietto si è definitivamente ritirata la Tecnomar di Massa-Viareggio.  Una decisione scaturita da un lungo colloquio con i consulenti del gruppo Baglietto.  La partita del cantiere resta così aperta, anche se pende dalla parte del finanziere russo.  Intanto la Cgil ha espresso la sua posizione a favore di Giuseppe Balducci. Una scelta non scontata visto che il sindacato di sinistra non ha mai troppo amato il costruttore viareggino.  Ma nel sindacato c'è la grande paura che il russo arrivi e saluti. Non solo. Alle spalle ha dei manager (fra cui il figlio di Anna Maria Patini, già manager del gruppo Pozzo di Viareggio che facevano già parte di Baglietto. Quindi temono esiti non troppo felici per il rilancio della produttività di un gruppo che ha circa 150 dipendenti.  La preferenza verso l'azienda di Balducci sarebbe avvalorata dalla maggiore solidità finanziaria che Overmarine presenta rispetto a Sanlorenzo.  La grande paura di chi corre per il gruppo Baglietto è il rischio di contenzioso con i clienti. Una litigosità contruttuale che non nascondono gli stessi curatori.  Del resto una vicenda che ha scosso il mondo della nautica fu proprio la costruzione dello yacht di Roberto Cavalli, il famoso stilista fiorentino.  Che pagò la barca - in leasing - 10 milioni di euro, ma poi né contesto le prestazioni.  Insomma una materia intricatissima si nasconde dietro la cessione di Baglietto, l'azienda - non dimentichiamolo - che costruì la prima barca da grande di un giovane Gianni Agnelli. Tantissimma la gloria insomma per il marchio del Gabbiano, ma un futuro ancora incerto (o russo).

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