Il Tirreno

Versilia

 VIAREGGIO. Da dodici assistenti sociali a sette, per effetto dei pensionamenti di ...

Donatella Francesconi

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 VIAREGGIO. Da dodici assistenti sociali a sette, per effetto dei pensionamenti di fine anno. E per il 2011 altri sono attesi, su un organico che da anni è sottodimensionato almeno di due unità per le quali il concorso tanto atteso non è mai arrivato. Il risultato sono le lunghe file davanti alle porte delle assistenti sociali arrivate alle ultime settimane di lavoro ed una difficoltà a ridistribuire il carico al personale che resta. In un quadro che vede i viareggini spendere (dato 2009 fornito dal "Rapporto sociale" appena pubblicato) su questo settore 155,45 euro contro i 154,30 del 2008.  Nella tabella che pubblichiamo c'è il riepilogo del bilancio sociale del Comune, che ha visto lo scorso anno - su un totale di 1178 utenti presi in carico dai servizi e di 1330 interventi erogati - 615 cittadini che per la prima volta hanno bussato alla porta del Segretariato sociale. Là dove i bisogni vengono ascoltati, valutati e "scremati". Per poi passare agli interventi utili e possibili. Il 37,72% delle richieste arriva da persone residenti nel quartiere Marco Polo. Che sorpassa Viareggio Nuova: con la sua problematica periferia si attesta al 30,085 di nuove domande di aiuto. Per l'82,605 si tratta di cittadini italiani. Gli stranieri che in maggior quantità si sono rivolti al sociale sono per lo più rumeni. Ma in una misura davvero minore: solo il 3,745 dei nuovi accessi.  Per la gran parte si tratta di adulti (282), seguiti a ruota dalla categoria anziani non autosufficienti. La popolazione invecchia - è l'allarme lanciato dalle assistenti sociali del Comune - e anche nel 2010 «si è registrato un forte incremento della casistica di anziani che da soli non ce la fanno più. Ed il Fondo regionale per la non autosufficienza, purtroppo, ha i suoi limiti di spesa...».  Chi si affaccia alla porta del servizio sociale abita in affitto (223), ma anche in casa propria (156). Sono stati solo 55 i nuovi accessi di persone residenti nelle case popolari. L'esigenza più forte è di ottenere dal Comune assistenza economica (290 persone), ma anche l'inserimento in strutture semiresidenziali (121).  Il rapporto del Segretariato sociale racconta anche come è andata finire la "pratica": nel 36,44% dei casi l'utente non si è più presentato e nel 21,19% si è potuto rispondere «in maniera esauriente». I pareri negativi sono stati solo 17, le richieste improprie ammontano a cinque.  A confermare il dato della popolazione più avanti con l'età, ci sono le cifre del rapporto: per il 50,56% dei nuovi casi sono stati attivati interventi sull'area anziani. Le prestazioni economiche, invece, sono andate al 36,36% dei richiedenti. Il 10,06% di interventi ha riguardato esigenze legate alla casa.  La situazione è andata peggiorata nel 2010 ed ora che è finita anche la stagione, tradizionale polmone occupazionale in Versilia, si affacciano ai servizi sociali «le donne che non hanno trovato un'occupazione in estate ed i capifamiglia che arrivano alla fine della cassaintegrazione e davanti non hanno la prospettiva di un posto di lavoro».  

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