Il dolore
Varia contro Caltagirone
Corrado Benzio
◗
Una immagine dellattuale porto di Carrara a sinistra sopra il costruttore Stefano Varia e sotto Francesco Caltagirone L'imprenditore in corsa per il nuovo porto di Carrara
4 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI CARRARA. Stefano Varia, presidente dei costruttori toscani, vuole partecipare alla gara per la costruzione del nuovo porto turistico da 600 posti barca a Marina di Carrara. Una notizia doppiamente clamorosa perchè il noto imprenditore versiliesi parte non con un progetto da presentare a breve all'autorità portuale di Carrara, ma con un ricorso al tribunale amministrativo regionale contro alcuna inadempienze dell'autorità portuale di Carrara che deve organizzare la gara per assegnare la concessione. Una partenza forte che ha già suscitato polemiche a Marina di Carrara, dove il primo concorrente per il porto è stato nei mesi scorsi il gruppo Acqua Marcia Antica Pia di Francesco Bellavista Caltagirone, notissimo costruttore nonchè editore di importanti giornali (come il Messagero), nonchè genero di Pier Ferdinando Casini. Ma procediamo con ordine, partendo dal fatto che Marina di Carrara vuole ampliare il porto commerciale, aggiungendo un approdo turistico da 600 posti barca (con polemiche che arrivano fino a Forte dei Marmi per il rischio di erosione che l'ampliamento potrebbe comportare. E proprio a Marina di Carrara, nel corso dell'assemblea di Confidustria apuana che scoppia la bomba: e cioé che esiste già un ricorso al Tar per il porto turistico di Marina di Carrara, e grazie a questo ricorso si viene a sapere che dopo il colosso Francesco Bellavista Caltagirone, ci sono anche due altre società che, insieme, intendono partecipare alla procedura: si tratta della Varia Costruzioni, presieduta da Gloria Maria Varia (proprietari delle quote sono Stefano Varia, Gloria Maria Varia e Giovanna Pera, tutti di Pietrasanta), e la Carlo Agnese Spa di Milano (di proprietà della famiglia Agnese, amministratore unico è Walter Malvolti di Spezia). Varia e Agnese si sono rivolti all'avvocato Daniele Granara di Genova, e hanno fatto ricorso al Tar Liguria: e chiedono la sospensiva della procedura avviata dall'autorità portuale sulla base del decreto Burlando, nel momento in cui Caltagirone ha presentato - con la sua Porto Turistico di Massa Carrara srl - il primo progetto. Sintetizza l'avvocato Granara: «Agnese e Varia intendono partecipare alla gara per il porto turistico di Carrara, il ricorso riguarda il fatto che l'avviso pubblicato per la partecipazione alla gara, ha limitato la visione della proposta depositata, alla semplice presa visione di una planimetria; la circostanza è secondo noi del tutto insufficiente per presentare una nostra proposta adeguata. Si chiede quindi di annullare previa sospensiva la procedura. Chiediamo che l'autorità portuale metta a disposizione integralmente gli atti depositati, per evitare che gli altri facciano proposte al buio». L'appuntamento è al Tar di Genova giovedì 23; la scadenza della presentazione delle domande per il porto turistico è il giorno dopo, il 24. Ad oggi, per la parte fra Carrione e Lavello - fra Marina di Massa e Marina di Carrara - c'è solo il progetto Caltagirone. Per quanto riguarda Stefano Varia, uno dei proprietari di Varia srl (ha poco meno del 40% della società) è presidente dell'Ance toscana (l'associazione dei costruttori edili), e la Varia è sicuramente una delle aziende più importanti del settore nella nostra regione. In sinergia alla Carlo Agnese Spa, evidentemente, vuole presentare un progetto competitivo. Ma da qui a giovedì, giorno di scadenza, c'è da aspettarsi diverse altre manifestazioni concrete di interesse. Ricordiamo che nel 2007 Stefano Varia partecipò anche alla corsa per il pacchetto di minoranza della Viareggio Porto che avrebbe poi portato alla realizzazione del nuovo approdo alla Madoninna. In quella occasione Varia e C. furono esclusi dalla gara perché arrivò in ritardo di sei minuti alla consegna della busta. Varia era a capo di una cordata di imprenditori locali sponsorizzata dall'Assindustria che vedeva partecipare anche di cantieri importanti come Fipa e San Lorenzo. I problemi arrivarono quando dalla spa, chiamata "Sviluppo porto" si sfilarono i soci delle cooperative: Bibi, Coop. muratori riuniti e costruzioni generali Boscolo e Tiozzo. Poche ore prima della scadenza del bando, queste tre imprese alzarono le proprie pretese. Gli altri si rifiutarono di firmare i patti parasociali formulati dalle cooperative che - a loro volta - non sottoscrissero piano finanziario e fidejussioni. La cordata presentò così ugualmente l'offerta, ma in ritardo e senza alcuni documenti: per questo venne esclusa dalla gara. Varia minacciò anche di presentare ricorso al Tar, cosa che poi peraltro non ha mai fatto. La gara, comunque, dopo la vittoria di Ferragamo è stata è stata annullata dal Consiglio di Stato per altri motivi. A Marina di Carrara, Stefano Varia ha puntato subito al ricorso. E non stupisca che lo abbia presentato al tar di Genova, non esistono preclusioni su questo fronte, anche se la autorità portuale di Carrara potrà subito eccepire la concorrenza territoriale. Intanto Stefano Varia si prepara anche ad affrontare il processo che lo vedrà fra i protagonisti al Tribunale di Lucca per la costruzione del Pontile sul lungomare di Lido di Camaiore. Il 13 ottobre è in calendario la prima udienza dopo la lunga inchiesta condotta dal pubblico ministero Domenico Manzione. Per Varia le accuse sono pesanti, la più grave è la corruzione di dipendenti pubblici per ottenere il project per realizzare il Pontile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
