Il Tirreno

Versilia

«I contatori? Mettiamoli noi»

<strong>IN LOTTA.</strong> Non finisce lo scontro tra Comitato e Gaia
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IN LOTTA. Non finisce lo scontro tra Comitato e Gaia

L'idea del comitato: così dimostriamo al giudice i reali consumi

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FORTE. A suo modo, è un'azione di disobbedienza civile: se Gaia non installa i contatori, ce li mettiamo da noi. Una proposta, quella del "Comitato dalla parte del cittadino", che non ha solo un valore simbolico, ma anche "monetario".  «Due esempi valgon più di mille parole: una normale utenza di tre persone residenti a Forte, che hanno una disponibilità quotidiana di mezzo metro cubo di acqua, dall'11 marzo del 2009 fino al 14 settembre scorso ha consumato 374 mc ma, in virtù della tariffazione forfettaria in vigore al Forte, se ne sono visti fatturare ben 810. Il consumo medio è stato di 6,9 mc al mese. Altro esempio: una villa di non residenti con disponibilità giornaliera di un metro e mezzo di acqua ha consumato negli ultimi sei mesi solo 18 mc, in questo caso certificati da un contatore di Gaia, mentre se avesse continuato il contratto forfettario ne avrebbe pagati molti ma molti di più».  A sciorinare dati ed esempi è Daniele Ferrante, presidente del Comitato che lancia adesso una campagna tra i suoi associati perché facciano installare privatamente, a monte del loro impianto idrico, un contatore.  «La spesa è molto limitata, - spiega Ferrante -, appena qualche centinaio di euro, ma si potranno raccogliere dati che verranno molto utili in futuro. Il perché è semplice: Gaia continua a considerare gli utenti che autoriducono le fatture forfettarie come degli inadempienti agli obblighi contrattuali, dal momento che non pagano gli importi richiesti. Probabilmente, tra qualche tempo, accadrà che i cosiddetti morosi verranno chiamati in giudizio per l'accertamento delle somme effettivamente dovute per il servizio idrico integrato, cioè acqua potabile, fognature e depurazione. Naturalmente installando un proprio contatore non cambierà il rapporto con il gestore unico che ovviamente non riconoscerà quel misuratore, e quindi continuerà a chiedere il saldo per acqua non consumata e senza la giusta pressione, ma dovrà farlo davanti ad un giudice, probabilmente il giudice di pace di Pietrasanta, producendo i suoi calcoli forfettari. I nostri utenti, se seguiranno questo nostro invito, invece potranno documentare allo stesso giudice i consumi reali trimestrali e quindi sarà poi lo stesso magistrato a fare la media dei consumi annuali effettivi e a trarre le conclusioni. Insomma proponiamo una sorta di autotutela che introdurrà un dato, sia pure di parte, ma difficilmente contestabile su larga scala».  È chiaro, conclude Ferrante, che «restano aperti tutti i problemi con Gaia che ricordo è obbligata, tra l'altro, a garantire anche agli utenti in autoriduzione un livello minimo di pressione».  Per venire incontro alle problematiche tecniche che la nuova proposta del Comitato provocherà è stata attivata un'email comitatodallapartedelcittadino@hotmail.com e un numero di cellulare 333 8977594, a cui potranno rivolgersi liberamente soci e non del Comitato per tutti gli aspetti tecnico operativi dell'operazione contatori.

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