Toscana
Addio all'impianto, la Regione frena
Donatella Francesconi
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SINDACI. Sotto, il primo cittadino di Pietrasanta Domenico Lombardi «Dobbiamo essere sicuri al 100% che non funziona»
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PIETRASANTA. Analizzare a fondo la capacità di funzionamento dell'impianto di Falascaia. È la richiesta che l'assessore regionale all'ambiente, Anna Maria Bramerini, fa alla Provincia dopo aver incontrato i sindaci della Versilia in occasione della visita della giunta regionale a Viareggio. A Bramerini e alla collega Cavallaro, assessore in Provincia, il messaggio dei Comuni versiliesi è arrivato forte dal sindaco di Seravezza, Ettore Neri. Neri è anche presidente del Consorzio dei rifiuti: «Per quanto ci riguarda - ha detto Neri parlando a nome degli altri sette colleghi -l'inceneritore non deve riaprire. Per colpa di come è stato gestito fin qui». Da quando è stato costruito, così come - sottolinea Neri - nella gestione attuale «il Consorzio - continua il presidente - si è impegnato affinché l'impianto potesse funzionare nel pieno rispetto delle normative. Dopo un anno di tentativi i risultati sono estremamente negativi, al punto che si è arrivati al sequestro dell'inceneritore da parte della magistratura. Così stando le cose la considerazione è d'obbligo: l'attuale gestione conferma i dubbi, in negativo, di quella passata. Il margine di fiducia fin qui prestato è dunque venuto meno. Non resta che valutare tutte le strade per interrompere il rapporto che lega la Versilia all'impianto e a chi lo gestisce». «Condivido le preoccupazioni e la posizione dei Comuni - spiega l'assessore Bramerini - rispetto alle aspettative l'impianto di Falascaia ha indubbiamente continuato a porre problemi. A cominciare dal fatto che la funzionalità non è mai stata a pieno regime». Ma l'ombra del contenzioso possibile con Veolia incombe sugli enti pubblici e Bramerini non lo nasconde: «Arrivare ad un provvedimento di chiusura è una scelta che va fatta con grande attenzione. Avendo acquisito a supporto, tutti gli elementi che evitino il contenzioso». Un atteggiamento più "morbido", dunque, da parte della Regione rispetto alle richieste nette presentate dai Comuni? Bramerini respinge l'aggettivo: «Restiamo fiduciosi nella magistratura con una posizione che non definisco affatto morbida, ma realistica. Parlando con il sindaco Neri ho detto che la loro richiesta deve essere supportata da tutti gli elementi per reggere il possibile contenzioso». A stretto giro di risposta, Neri conferma: «Crediamo di avere tutte le carte in regola per chiudere l'impianto a causa delle precise responsabilità dell'azienda che lo gestisce». Lungo confronto, a Villa Borbone, tra l'assessore regionale e la collega Cavallaro che ha annunciato: «Lunedì incontrerò i sindacati per fare il punto sulla situazione dei lavoratori in forza all'inceneritore. Per il resto posso solo dire che abbiamo tutte le mattine la Procura negli uffici di Palazzo ducale». A proposito della questione occupazionale posta con forza da Veolia che ha annunciato la mobilità per tutti i venti dipendenti dell'inceneritore, interviene il presidente della Provincia, Stefano Baccelli: «Se in cambio del lavoro si chiede minore attenzione per ambiente e salute da parte dell'ente che presiedo, allora la risposta non può essere positiva. E poiché le autorizzazioni ambientali riguardano la salute di tutti, bene fanno i miei tecnici ad essere giustamente severi». Sulla stessa linea il sindaco di Pietrasanta, Domenico Lombardi: «Ho sempre cercato di tenere alto il tema dell'occupazione in tutti i settori. Ma sono altrettanto convinto della necessità di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini. Se ci sono dubbi di eventuali fattori di rischio, ai sindaci è fatto obbligo di prendere decisioni». Infine, la controproposta alla Regione: incrementare al massimo la raccolta differenziata - dice Neri - e trasformare il sito di Pioppogatto in un impianto di ulteriore selezione del rifiuto solido urbano».
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