Il Tirreno

Versilia

San Camillo, "buco" da sette milioni

Luca Cinotti
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IN DIFFICOLTÀ. L’ingresso della casa di cura San Camillo a Vittoria

Nel 2009 pesante deficit per la casa di cura. In aumento anche i debiti

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 FORTE. Sette milioni di euro di perdita di esercizio, spicciolo più spicciolo meno. E debiti per complessivi 17 milioni. Anche il 2009 non è stato un anno felice per la Versilia-Righi, la società interamente posseduta dai padri Camilliani, che gestisce la clinica San Camillo e il laboratorio di analisi Fortis. I numeri sono quelli contenuti nel bilancio chiuso al 31 dicembre scorso: una cinquantina di pagine che fanno parte delle carte che sono sul tavolo degli uffici della Regione, al lavoro sull'ipotesi di un ingresso maggioritario del pubblico nella gestione.  Il deficit. Il saldo fra entrate e uscite rimane nettamente negativo; 7.369.094 euro di deficit, in aumento rispetto ai 4.608.317 dei dodici mesi precedenti. Un disavanzo dovuto non tanto e non solo alla differenza fra fatturato e costi di produzione, che rimane ancora negativa (-4,8 milioni) ma migliora rispetto all'anno precedente. A incidere sono l'aumento degli oneri finanziari e lo storno di oltre 1.700mila euro di credito d'imposta, inserito nel bilancio 2008: l'andamento della società, infatti, non ha permesso di riassorbire questo credito.  Una voce che incide pesantemente nella colonna del passivo è quella dell'affitto che la Versilia Righi paga ai camilliani per l'affitto della struttura di Vittoria Apuana: si tratta di circa 1.200mila euro l'anno. Proprio per venire incontro alle difficoltà, i padri starebbe pensando di "abbonare" alla società il canone per i primi sei mesi dell'anno in corso. E un altro "aiuto" è arrivato dai camilliani, nel febbraio scorso, con un ulteriore finanziamento infruttifero senza scadenza di mezzo milione, portando così il totale dei finanziamenti a 1,2 milioni di euro.  La perdita di sette milioni è stata comunque coperta attingendo da una parte alla riserva apposita - dall'altra - al sovrapprezzo per azioni che era stato creata con il maxiaumento di capitale che aveva "salvato" la Versilia-Righi a ottobre 2009.  Il debito. A preoccupare è anche la situazione debitoria della società. In totale si tratta di oltre 17 milioni, in aumento di 3 milioni rispetto al 2008. Di questi ben 10 milioni e 380mila sono nei confronti di fornitori (mentre i crediti verso clienti assommano a circa 7 milioni). Per quanto riguarda, invece, l'esposizione bancaria, la Versilia-Righi raggiunge quota 3.670.875 euro. In generale si tratta - secondo quanto scritto nella relazione sulla gestione - di «una situazione finanziaria poco soddisfacente».  Anche per questo si sono intensificati, fino a tutta quest'estate, i rapporti con la Cassa di Risparmio di Lucca e con altri istituti di credito per «valutare le più opportune forme di supporto finanziario».  Gli scenari. Nella relazione al bilancio si mostra un timido ottimismo sul piano di rilancio della società dopo l'uscita del socio privato. In realtà un ruolo importante lo può, e lo vuole, recitare la Regione, che ha firmato proprio una settimana fa una "road map" verso una gestione pubblica della casa di cura. In realtà ora gli enti sembrano più cauti rispetto a qualche mese fa: la situazione finanziaria crea più di un dubbio nell'utilizzo di soldi pubblici per "salvare" la casa di cura e i 200 posti di lavoro. Fra l'altro i camilliani avrebbero messo sul tavolo anche la cessione di parte delle "mura" della grande clinica. Un punto sulla quale la Regione, in temi di vacche magre e di tagli ai trasferimenti (anche a quelli sanitari), vuole riflettere a fondo.  

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