Il dolore
Il caso del Maki Maki: aperto regolarmente a giugno, quattro mesi dopo si è visto ordinare di cessare lattività
Locale chiuso dal Comune, otto dipendenti a casa
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CHIUSO. Due immagini del Maki Maki sul Vialone 1 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Locale chiuso e lettere di licenziamento partite ieri per gli otto dipendenti (più i due gestori) del "Maki Maki", il raffinato locale del Vialone, apprezzato da una clientela under trenta, inaugurato appena il 4 giugno scorso. Gli uffici comunali competenti, quattro mesi dopo aver consentito l'avvio dell'attività, hanno ritenuto che il locale di Emiliano Cerri ed Edoardo Berti non avesse tutte le carte a posto urbanisticamente parlando. E la soluzione cui sono arrivati è stata l'intimazione della chiusura. Venuta meno anche la delibera di giunta che in un primo momento era stata indicata come soluzione del caso, ai due giovani imprenditori non è rimasto altro da fare: «Abbiamo regolarmente aperto da quattro mesi e le spese sono tante - spiegano Cerri e Berti -: così dopo l'ennesima fumata nera, ieri pomeriggio abbiamo messo mano alle lettere di licenziamento. Che significa dieci famiglie, comprese le nostre, senza sostentamento. Non ci restava altro da fare». La "guerra" dei locali, insomma, continua. In una città che sembra non trovare il bandolo della matassa del rapporto con il divertimento notturno. Divertimento che significa attrattiva turistica e lavoro, oggi più che mai vista la crisi di altri settori chiave dell'economia locale che espellono manodopera. D.F.
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