La manifestazione
«Versiliana, nessun raggiro»
Ar.An.
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Il sindaco Domenico Lombardi con Manrico Nicolai Il sindaco a Simoni: «Lo statuto va adeguato»
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PIETRASANTA. «Simoni stia tranquillo: sulla Versiliana non stiamo lavorando per aggirare la legge ma piuttosto per rispettarla. E rispettarla vuol dire prendere atto che va cambiato lo statuto della Fondazione perchè vetusto e inadeguato. A cominciare dalla riduzione dei membri del consiglio di amministrazione». E' un Domenico Lombardi serafico quello che replica a distanza all'intervento dell'ex presidente Massimiliano Simoni. Simoni, per dirla in soldoni, vede nella revisione dello statuto della Fondazione solo un modo per dare una retribuzione a Manrico Nicolai, il suo successore. La recente finanziaria ha definito onorifiche le presidenze delle Fondazioni pubbliche: per Simoni è scattato il blocco del stipendio (da lui contestato peraltro) e se nominato presidente stessa sorte subirebbe necessariamente anche Nicolai. Ma ecco la malizia di Simoni: si lavora sullo statuto per creare un direttore generale (Nicolai) che come ruolo tecnico verrebbe retribuito aggirando così la legge. Ma il sindaco mette i puntini sulle «ì». «Intanto andiamo per gradi. Il sottoscritto entro la settimana nominerà di nuovi componenti del consiglio di indirizzo. Stop. Sarà poi la Fondazione a discutere sui cambiamenti dello statuto, ovviamente sentiti anche i soci (Comune e Banca della Versilia ndr). Per quello che mi riguarda, credo necessario rendere inequivocabile che quando cambia l'amministrazione comunale le espressioni politiche nella Fondazione vadano subito azzerate. Adesso lo statuto prevede che il presidente possa proseguire fino alla fine dell'anno solare. Io credo che la continuità necessaria per l'organizzazione e la gestione degli eventi debba essere garantita non dal presidente ma da una struttura tecnica. Struttura che comunque risponda sempre, in qualsiasi momento, al consiglio di amministrazione. Se tale struttura sarà costituita da un direttore generale e da un direttore artistico o da altro è comunque tutto da discutere e lo farà la Fondazione». E' vero però che questo scenario, più di altri, piace in quel mondo politico che guarda con interesse allo statuto della neonata Fondazione Terre medicee di Seravezza.
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