Niente gas in collina «Un fallimento colpa di utenti miopi»
Marco Pomella
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MASSAROSA. L'obiettivo per ora è fallito. Quelle 320 adesioni, necessarie per poter portare il metano diretto in collina (nella zona di Pieve a Elici, Montigiano, Gualdo, Pitoro, Valpromaro) non sono state raccolte. C'è chi, come il sindaco Franco Mungai, è ancora fiducioso. Chi, come il vicepresidente di Sermas Lucio Lucchesi, parla di «obiettivo fallito» e guarda ad altre zona da metanizzare. Per tutta l'estate è andata avanti la campagna informativa del Comune, fatta di lettere e colloqui porta a porta con i residenti. Ma, alla fine, mancano ancora 60 famiglie all'appello per poter rispettare l'accordo con Toscana Energie, che avrebbe condotto l'intervento. In collina, insomma, per ora niente metano. Si resta con bomboloni di gpl, stufe a legna e a pellet. «Purtroppo, si è radicata una mentalità conservatrice, nel senso proprio del termine. Abbiamo assistitito - dice Lucio Lucchesi - ad una visione a corto raggio; per paura di dover spendere qualche centinaio di euro, non si è capito che, oltre al servizio, il metano avrebbe aumentato il valore dei loro immobili. Non c'è da disperare - conclude il vicepresidente Sermas - ma dobbiamo valutare la possibilità di portare il metano in altre zone sprovviste, come Stiava e Piano di Mommio». Più ottimista il sindaco. «Il termine è scaduto il 31 agosto? No, in realtà abbiamo tempo fino a che non ripristineremo la strada di quella zona collinare. Quando l'avremo sistemata definitivamente, allora sì che non avrà più senso spaccare tutto di nuovo per far passare le tubazioni». Mungai continua a sperare di poter portare il metano in collina. «Abbiamo avviato i contatti con il Comune di Camaiore. Noi, su Valpromaro abbiamo solo 18 famiglie. Ma se Camaiore volesse estendere il servizio anche sul proprio territorio ci sarebbero altre 50 famiglie potenzialmente interessate. Inoltre, abbiamo cominciato a contattare, non solo i residenti, ma tutti i proprietari di seconda casa. E a breve faremo una grande assemblea con i cittadini, per spiegare ancora meglio i vantaggi dell'operazione, non per ultimo il fatto che con il gas porteremmo in collina anche i condotti per la pubblica illuminazione. Stiava e Piano di Mommio? Certo, il progetto di Toscana Energia riguarda anche loro. Ma il grosso del finanziamento da due milioni e mezzo di euro - conclude Mungai - era per le zone collinari: quella resta la nostra priorità«. Critiche arrivano, invece, dall'opposizione. «L'operazione di Sermas aveva i suoi vantaggi. Ma è mancata - dice il capogruppo Pdl Fabio Francesconi - una comunicazione dettagliata alla popolazione. Anche la lettera inviata era ambigua: non era chiarito che il pagamento sarebbe iniziato tra qualche anno e, volendo, a rate». Ma l'errore, secondo Francesconi, sta a monte. «L'amministrazione doveva concordare con tutte le forze politiche le zone adatte a questa innovazione. Avremmo potuto contribuire anche noi meglio ad informare i cittadini. Noi abbiamo, comunque, caldeggiato l'adesione, ma per le prossime volte sarebbe auspicabile il coinvolgimento di tutti».
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