Proteste
Micheli si difende
Nessun conflitto di interesse
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Lassessore Riccardo Micheli 2 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. «Sono disgustato da questo modo di far politica. Se sono questi i conflitti di interessi in consiglio comunale, resteremmo in tre». Replica così l'assessore al commercio Riccardo Micheli alla richiesta di dimissioni avanzate dall'opposizione. Rispondendo, punto per punto, alle loro domande. «Prima di tutto occorre far luce sul mio ruolo. Io non sono iscritto e non percepisco un solo euro da Ascom. Ho solo il compito, come persona esterna all'associazione, di controllare il loro bilancio due volte l'anno. Qual è il conflitto con il mio incarico di assessore? Ascom assegna questo incarico non remunerato ad una persona della società civile dalla "indubbia serietà ed onestà"». Micheli ricorda anche che quando, qualche anno fa, era in odore di presidenza provinciale dell'associazione «nonostante il parere arrivato da Roma che i due ruoli non erano incompatibili, avevo comunque dichiarato che nel caso mi fosse affidata la presidenza avrei lasciato immediatamente l'incarico del Comune». L'assessore è stanco di attacchi strumentali da parte dell'opposizione. «Trovo veramente disgustoso questo modo di far politica. Gli stessi che chiedono oggi le mie dimissioni sono quelli che a margine del consiglio comunale vengono a chiedere favori. Beh li avviso: da oggi ad ogni accusa del genere risponderò con una querela». Micheli affronta anche il nocciolo della questione. Le sue presunte promesse alla signora Perrotta di poter avviare un'attività commerciale in zona Incaba. «Ho incontrato almeno 10 volte la signora in questione - dice Micheli - e le ho assicurato che avrei seguito personalmente la questione ma che, ovviamente, era necessaria una concertazione con tutte le associazione di commercianti. Poi però abbiamo capito che l'attività che voleva essere avviata era di tipo alimentare. A quel punto le ho detto che l'amministrazione non aveva nessuna volontà di aprire quella zona all'alimentare. Le ho sempre spiegato la situazione con grande calma e gentilezza. Se però vogliamo andare avanti con questi toni sarò costretto a mettere di mezzo i miei avvocati». M.P.
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