Il Tirreno

Versilia

«Le manovre per pagare Nicolai»

Simoni: «Lo faranno direttore generale»

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 PIETRASANTA. Sul tavolo del sindaco Lombardi ancora mancano un paio di lettere di dimissioni, per altro annunciate, di consiglieri della Fondazione Versiliana. A giorni le nuove nomine, poi il nuovo consiglio si metterà al lavoro per cambiare lo statuto. Ci sono diverse ipotesi in ballo e nel dibattito interviene, con critiche, l'ex presidente Massimiliano Simoni. «Si crea una nuova figura professionale non prevista dal vigente statuto, il Direttore Generale, e si lascia intendere che chi (Manrico Nicolai ndr) era già stato designato (a giugno) presidente, a statuto variato, andrà a ricoprire la carica di direttore generale e che già si è in cerca di un "anima candida" volontaria per svolgere il ruolo di Presidente onorario, e già si dice che, comunque, non conterà nulla (non ne avevamo dubbi, essendo la Versiliana cosa privata di Nicolai). Leggo poi, che il sindaco Lombardi va oltre, stravolgendo la realtà (crediamo in questo mal consigliato), affermando che il nuovo Statuto dovrà prevedere l'immediata cessazione degli Organi alla scadenza del mandato del sindaco: cosa questa già prevista dal vigente Statuto che, per evitare un vuoto di potere alle porte della stagione (di ogni stagione), prevede che comunque gli Organi restino in carica fino all'esercizio successivo (31 dicembre) come da buona prassi del "buon padre di famiglia". Faccio una domanda, dandomi una risposta: scommettiamo che nel nuovo statuto il Direttore generale dura in carica 5 anni a prescindere? Faccio una domanda a Lombardi, aspettando una risposta: ma un direttore generale che definirlo di nomina politica è un po' dura, in quanto trattasi di ruolo tecnico, per analogia con il pubblico (la Fondazione è pubblica, o no?), non dovrebbe essere individuato con un regolare concorso? Dulcis in fundo, là dove la legge è chiara, riduzione dei Consigli ad uno solo e numero massimo dei membri, portato a cinque al primo rinnovo, il Nostro prevede allegramente di nominare, seguendo le vecchie disposizioni, 17 membri nel Cdi, questo sì che porterebbe al blocco dei finanziamenti pubblici».  Simoni torna anche sulla questione dello stipendio per il presidente, che la recente legge finanziaria ha bloccato, intendendolo come ruolo onorifico. Per Simoni non è la giusta interpretazione, critica i Comuni (Pietrasanta e Viareggio in primis) per non aver chiesto un parere legale, afferma che chi ha grosse responsabilità personali nella gestione «non svolge certo il ruolo in maniera onorifica». E, quindi, va pagato.  Di certo, per Simoni, non è giusto aggirare la legge e pensare, appunto, di nominare un presidente onorario fantoccio e un direttore generale, invece, pagato e vincolato, di fatto, per cinque anni.

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