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Iffi, il rilancio passa dagli ex alberghi

<b>GIGANTE DI CRISTALLO.</b> A sinistra: la sede della Iffi lungo la via di Montramito
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GIGANTE DI CRISTALLO. A sinistra: la sede della Iffi lungo la via di Montramito

Firmato il compromesso per tre strutture a Lido. Vendite dimezzate nel 2009

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 VIAREGGIO. Tre hotel a Lido di Camaiore da comprare, ristrutturare ad appartamenti e poi rivendere. È uno dei grandi investimenti della Iffi, la società di Giacomo Fonio cha ha chiuso il bilancio del 2009 con un utile di 735mila euro (in aumento rispetto al 2008) ma con ricavi da vendite e prestazioni sostanzialmente dimezzati ad opera, soprattutto, della crisi che ha investito anche le imprese principali del settore del mattone.  Attivo e passivo. Come già visto nel caso dell'altro colosso viareggino delle costruzioni, la Finedil di Cesare Lazzarini, il congelamento delle compravendite immobiliari, avviato nel 2008 e proseguito nel 2009 ha inciso notevolmente sulle poste "attive" del bilancio della Iffi.  Il conto economico registra infatti un'entrata di 11.931.519 euro come "ricavi delle vendite e delle prestazioni": nel 2008 la stessa voce aveva raggiunto quota 22 milioni di euro.  Si sconta anche una sorta di "ciclicità", visto che già nel 2007 il valore delle vendite era (relativamente) basso, arrivando a quota 14 milioni. La Iffi ha comunque contenuto la perdita di fatturato (da 17 a 15 milioni) grazie a un saldo positivo fra 2008 e 2009 di ben otto milioni alla voce "variazione delle rimanenze".  In calo anche i costi sostenuti, anche se non in maniera drastica come avvenuto nel caso di Finedil: si passa da circa 15 milioni a poco meno di 13. Un "risparmio" da imputare soprattutto alla riduzione dei costi dei servizi di cantiere.  La ragione ultima di quello che - nel complesso - può essere considerato un andamento soddisfacente è spiegato dal presidente del cda Giacomo Fonio nelle relazione allegata al bilancio: «Nel corso dell'anno (il 2009, ndr) sono terminati tutti i cantieri che erano in costruzione. Fortunatamente, la società aveva già venduto, come si dice, "sulla carta" la maggior parte degli immobili, per cui, nonostante il perdurare della crisi globale che ha investito tutte le varie attività economiche il risultato d'esercizio è in aumento rispetto all'anno precedente».  I debiti. Ad aumentare in modo assai consistente è anche la posizione debitoria della Iffi: complessivamente, si passa dai quasi 41 milioni di fine 2008 agli oltre 47 milioni degli ultimi dodici mesi. In particolare, aumenta da 19 a quasi 29 milioni l'esposizione nei confronti delle banche, "concentrata" soprattutto in una notevole mole di mutui bancari che i clienti ancora devono frazionare e accollarsi.  Nella voce dei debiti compaiono anche 6 milioni di obbligazioni che andranno a scadenza fra il 31 dicembre del 2010 e il 30 novembre 2014. Proprio in quest'ultima data dovrà essere rimborsata la tranche maggiore, di 3 milioni, deliberata a fine dicembre del 2008.  I progetti. Ultimati i cantieri in corso, la Iffi punta in particolare su due progetti. Il primo è incentrato su Lido di Camaiore: la società viareggina, infatti, ha già siglato il compromesso per l'acquisto di tre alberghi in attesa dello "svincolo" garantito dal comune guidato da Giampaolo Bertola alle piccole strutture.  «Continuiamo a seguire l'iter amministrativo - si legge nella relazione - in attesa di ottenere il cambio di destinazione e i necessari permessi a costruire, che si spera possano essere ottenuti entro l'anno».  L'altro grande progetto di Iffi si svolge invece a Lucca, dove già in passato l'azienda è stata protagonista di investimenti importanti: un grosso cantiere di 70 appartamenti, di metrature maggiori rispetto agli standard abituali, a poche centinaia di metri dalle Mura.  Il caso-Massarosa. C'è, infine, una questione che per la Iffi riveste un ruolo importantissimo. Parliamo del sequestro, risalente al marzo di quest'anno, del complesso "Meissa" a Massarosa. Una struttura da 54 appartamenti, nove fondi commerciali, un maxiparcheggio sotterraneo e una piazza pubblica, "bloccata" dalla Procura di Lucca per presunti abusi edilizi. Una vicenda che ha visto l'iscrizione nel registro degli indagati di Giacomo Fonio, Manrico Marianelli, dei due direttori dei lavori Luca Gabirelli e Spartaco Baratti e dell'ex dirigente comunale all'urbanistica Simone Pedonese. Nel bilancio, tuttavia, la società si dichiara estranea ad ogni addebito e confida «nel riconoscimento del buon diritto ad ottenere nei tempi processuali il dissequestro dello stabile».

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