Il Tirreno

Versilia

Casoli chiede aiuto per le frane

 Marco Pomella
L’assessore Santini e il masso caduto ad agosto
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L’assessore Santini e il masso caduto ad agosto

Bonifica ferma dopo la caduta di un gigantesco masso in strada

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 CAMAIORE. Gli occhi sono puntati in alto. Verso la montagna, verso quel costone roccioso che rischia di venire giù. In mente hanno ancora il ricordo di quel masso di tre tonnellate, franato a valle esattamente un mese fa. E con l'arrivo dell'autunno, delle piogge e delle gelate, gli abitanti di Casoli temono il peggio.  Il 14 agosto, più o meno nei pressi del bivio tra Greppolungo e Casoli, in località Casone, un grande masso di calcare, crollato dalla montagna (in realtà 2, uno di 2-3 tonnellate, l'altro più piccolo) fece non pochi danni. Sfiorò una villa, sradicò un cipresso alto circa 10 metri per finire la corsa, abbattendosi sul muro di cinta della villa e, quindi, in mezzo alla strada comunale. Una fatalità, un puro caso, se in quel momento sulla strada (e nel giardino dell'abitazione) non c'era nessuno.  Fin dal primo momento, il Comune ha tenuto sotto controllo la situazione. Ha rimosso i massi ed ha promesso ai cittadini di mettere in sicurezza la zona. Che però, in gran parte (se non tutta) è di proprietà privata. I casolini ora hanno fretta. I primi acquazzoni e l'autunno alle porte fa temere ai residenti che possano verificarsi altri crolli. Magari sulle case o sulla strada di passaggio.  «Il problema imminente - scrivono alcuni residenti - non è solo riparare i danni, ma soprattutto intervenire sull'area, da cui è iniziato lo smottamento, perché sembra che altri massi, distaccatisi dalla roccia madre, potrebbero cadere giù verso la strada. Dopo quanto è accaduto la vigilia di Ferragosto, siamo preoccupati e chiediamo aiuto al Comune, per poter transitare tranquilli sull'unica strada per raggiungere il paese. Purtroppo, come ben sappiamo, le caratteristiche geologiche del territorio favoriscono questi continui smottamenti».  «La responsabilità dei danni causati da questi eventi - continua la lettera - ricadono sui proprietari di queste aree disastrate. Se ai proprietari toccherebbe, come recita una recente ordinanza del sindaco, il compito di risistemare a loro spese tali aree, sappiamo che, sia perché le spese di ripristino sono ingenti, o perché un cittadino non sa a chi rivolgersi, la situazione resta ferma ed il rischio per l'incolumità pubblica cresce ogni giorno».  In realtà l'ordinanza, cui si riferiscono i residenti, è relativa solo alle piante e alberi che si trovano a meno di m, 5 dalla strada; i proprietari hanno l'obbligo di tener puliti e sistemati i propri terreni per evitare smottamenti.  «Entro questa settimana - garantiscono l'assessore ai lavori pubblici Mauro Santini e l'ingegnere comunale Filippo Bianchi - effettueremo un sopralluogo con i geologi della ditta Terra e Ambiente». L'intervento, ribadisce il Comune, deve essere effettuato dai proprietari dei terreni. «Ma da parte nostra - spiega Bianchi - forniremo la necessaria coordinazione per riuscire a mettere in sicurezza la zona attraverso un reticolato di sostegno, o un muro di contenimento; starà ai tecnici stabilirlo».  Di recente (nel maggio scorso) il Comune era intervenuto su un altro problema simile, riuscendo a mettere in sicurezza un'altra parete rocciosa a rischio frana sul versante superiore dell'abitato di Casoli. Una zona purtroppo non certo nuova a questo tipo di problema.

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