Sicurezza
I docenti dello Scientifico
Precari espulsi, orari ridotti
52 dei 62 docenti Liceo Barsanti e Matteucci
2 MINUTI DI LETTURA
Come ipotizzato, la ripresa dell'anno scolastico risulta questa volta quanto mai difficile, poiché si toccano con mano gli effetti dei provvedimenti presi dal ministro Gelmini per la scuola secondaria superiore. La riduzione dell'orario settimanale ha comportato inevitabilmente una riduzione di opportunità culturali e formative per gli studenti, con conseguenze estremamente negative sulla loro preparazione globale in vista di un curriculum europeo. Basti pensare, anche nei licei scientifici come il nostro, alla sparizione della seconda lingua straniera prevista della riforma, che sacrifica corsi di studi ben consolidati e validi. I tagli incidono pesantemente su ogni aspetto della scuola e come docenti vogliamo esprimere la nostra solidarietà a tutto il precariato che si trova improvvisamente espulso dopo anni di servizio, sia per la riduzione delle cattedre provocata comunque dalla riduzione oraria settimanale, sia per l'allungamento dell'età pensionabile per le donne, da giudicare deleterio in un settore delicato come quello dell'istruzione. Vogliamo che sia chiaro all'opinione pubblica, che ciò che viene propagandato come riordino della scuola superiore, non è altro, come si può verificare con i fatti, che un più o meno drastico taglio di ore per motivi puramente di risparmio economico e dunque un semplice impoverimento della scuola pubblica. L'unica logica che viene perseguita, dall'eliminazione del precariato, alla riduzione oraria è una logica economicistica che sacrifica l'istruzione e i suoi protagonisti, in primis gli studenti. Pur sottoponendoci a tutti i nostri doveri di servizio come docenti, è una logica che continueremo a rifiutare, ritenendo ancora che la formazione, l'istruzione pubblica dei giovani sia un investimento per un paese moderno e civile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google