Il Tirreno

Versilia

È cremato un defunto su 4

Donatella Francesconi
<b>FUORI CASA.</b> Parenti in attesa davanti all&#146;impianto di Livorno
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FUORI CASA. Parenti in attesa davanti all’impianto di Livorno

L'Asp realizzerà a Torre del Lago il forno per la Versilia

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 VIAREGGIO. Un impianto di cremazione per la Versilia. È il progetto cui sta lavorando l'Azienda speciale pluriservizi, sollecitata dal sindaco Lunardini. Un'operazione dal costo di 600mila euro circa, per la struttura da realizzare nel nuovo cimitero di Torre del Lago. Con una capienza di circa 600 cremazioni l'anno.  Duecento delle quali sono quelle già richieste in un anno nel comune di Viareggio. Dove, nel 2009, i decessi sono stati 792 e le cremazioni 204: quasi un quarto dei defunti hanno dunque optato per la cremazione al posto della tumulazione. Un dato in crescita, spiegano all'Asp. Nel 2008 i morti nel comune di Viareggio sono stati 780 e le cremazioni 178; nel 2007 i defunti ammontano a 747 e le cremazioni a 128.  «Ma sono numeri sottostimati - spiega Marco Franciosi, direttore della società presieduta da Terrile - perché chi muore all'ospedale Versilia risulta nel conto del Comune di Camaiore». Senza contare - ricorda ancora Franciosi - «che là dove gli impianti per la cremazione sono stati aperti le richieste sono aumentate del 50%».  Attualmente - è la questione posta dal sindaco dopo averla vissuta in casa, come molti altri viareggini - per ottenere il servizio bisogna rivolgersi agli impianti di Pisa e Livorno. I quali - per regolamento - "servono" prima i cittadini residenti nell'ambito dei due territori comunali. Una condizione di svantaggio per chi non è né pisano né livornese e deve sopportare pesanti attese di giorni prima di celebrare il proprio lutto.  «Abbiamo iniziato ad incontrare alcune imprese - questo il punto del lavoro iniziato da Asp - e non abbiamo dubbi che il cimitero di Torre del Lago possa accogliere a pieno l'impianto destinato ai residenti in Versilia». La cifra indicata per la costruzione (intorno ai 600mila euro), però, non copre solo i costi di costruzione dell'impianto. L'idea è di dotare l'area riservata alla cremazione di un certo comfort che attualmente manca, per esempio, se ci si rivolge a quello pisano. «Vorremo realizzare - annuncia Franciosi - della "funeral house" dove si possano svolgere anche i commiati non religiosi o di altri credo». E dove i parenti possano aspettare in tranquillità di ricevere le ceneri dei propri affetti. Senza essere penalizzati, come avviene oggi, da giorni di attesa trascorsi all'obitorio solo per aver rispettato le volontà dei congiunti che hanno scelto quella che Lunardini, nel dare l'annuncio del progetto da realizzare a Torre del Lago, ha definito «una pratica funeraria di libera scelta che la Chiesa cattolica ha riconosciuto nel 1963, così come ha fatto la maggior parte delle chiese cristiane, riconoscendo come non vi sia nessuna incompatibilità tra essa e i riti religiosi o laici che accompagnano l'evento finale della vita. Si sceglie la pratica crematoria per ragioni igieniche e ambientali con la finalità di tutelare meglio gli spazi vitali per le generazioni future. La cremazione non altera né il culto né il rispetto dei defunti: affetti e ricordi sono dentro di noi».

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